Anonymous scopre la ragione per cui tanti poliziotti
"rimangono feriti" in Val Susa: il sindacato Sap fornisce moduli
precompilati, senza tanti fronzoli. Una scoperta che dovrebbe
interessare - forse - anche il giudice Caselli.
Dopo che nei giorni scorsi gli attacchi si erano
diretti contro i siti del Tribunale di Roma e del SIULP (il Sindacato
Italiano Unitario Lavoratori Polizia) e i dati personali di migliaia di
agenti delle forze dell’ordine erano stati resi pubblici tramite il blog
ufficiale di Anonymous, nei giorni scorsi è stato il turno del sito del
SAP nazionale, altro sindacato di polizia ben noto ai NO Tav (si è
anche costituito parte civile nel maxi processo a nostro carico), che è
stato attaccato e dal quale sono stati sottratti centinaia di altri
file. Si tratta di un attacco consistente, documenti di ogni tipo per un
totale di 250Mb, sottratti e resi pubblici ormai da giorni sul blog
anon-news. Sono diversi i dati significativi che emergono,e curiosando
tra i tantissimi file (scaricabili qui) ci è caduta l’attenzione su una
parte di documentazione relativa alle manifestazioni No Tav seguite allo
sgombero della Libera Repubblica della Maddalena nell’estate del 2011,
in particolare alle giornate del 27 giugno e del 3 luglio: a quanto pare
prima delle due giornate il SAP avrebbe diffuso tra i reparti mobili
inviati in Val Susa alcuni documenti prestampati contenenti querele di
ferimenti riportati durante le manifestazioni, con l’indicazione di
recapitarne copie ad un avvocato di Torino. Detto in altre parole, il
SAP è riuscito nell’audace operazione di far sì che gli agenti
risultassero feriti dai temibili No Tav ancor prima che le
manifestazioni avessero luogo! Viene da chiedersi se questa strategia
sia stata riservata solo al contesto della Val Susa o se non sia prassi
più diffusa quella di diffondere querele di fantomatici ferimenti
preconfezionate e buone per tutte le occasioni…
martedì 28 maggio 2013
La denuncia di Ida Magli: “I governanti ci vogliono uccidere”
Minimalista, depressa, costantemente sull’orlo del baratro. E’ questa l’Italia che vuole l’Europa? O è la conseguenza di errori politici? Ne discutiamo con Ida Magli,
antropologa e saggista italiana. Nel suo lavoro ha applicato il metodo
antropologico alla cultura occidentale, pubblicando i risultati delle
ricerche in numerosi saggi dedicati al cristianesimo, alla condizione
delle donne, agli strumenti della comunicazione di massa. Ida Magli, nel
1997, con il suo saggio “Contro l’Europa”, ha previsto ciò che oggi sta accadendo in Europa, in Italia.
Dal 1997 lei afferma che l’Europa, questa Europa, è dannosa per l’Italia. Come spiega l’europeismo italiano a tutti i costi?
“Sono i governanti, i politici, i
sindacalisti, più qualcuno dei grandi industriali per ovvi motivi di
allargamento del mercato, ad aver imposto l’europeismo italiano a tutti i
costi. Lei fa bene a sottolineare che è ‘italiano’: in tutti
gli altri paesi, sebbene i governanti spingano verso l’unificazione
europea, non c’è l’assolutezza che c’è in Italia, naturalmente anche a
causa dell’obbedienza dei mezzi d’informazione nel tenere il più
possibile all’oscuro i cittadini sugli scopi dell’Europa e sui suoi
aspetti negativi, un’obbedienza quasi incredibile. Faccio un solo
esempio: tanto Mario Monti quanto Emma Bonino sono stati compartecipi del più grosso scandalo avvenuto in seno al governo europeo (La Commissione Santer:
Commissione Europea in carica dal 1995 al 1999, quando è stata
costretta alle dimissioni perché travolta da uno scandalo di corruzione –
ndr) e costretti alle dimissioni con due anni di anticipo dalla
scadenza del mandato per motivazioni ignobili quali nepotismo, contratti illeciti, enorme buco di bilancio,
come recitala Gazzettaufficiale dell’UE. Ma nessun giornalista lo dice
mai e nessuno l’ha mai sottolineato, neanche quando Mario Monti è stato
capo del governo e oggi in cui Emma Bonino è ministro degli esteri nel
governo Letta.”
Quali sono gli interessi in gioco?
“I motivi di esclusivo interesse per i
governanti sono molti, ma mi fermo a illustrarne soltanto due. Il primo è
di carattere politico: distruggere gli Stati nazionali e per
mezzo dell’unificazione europea, distruggere i popoli d’Europa, ossia i
‘bianchi’, facilitando l’invasione degli africani e dei musulmani per
giungere a un governo ‘americano mondiale’. Naturalmente per la
grande maggioranza degli italiani, quella comunista,
l’universalizzazione era già presente negli ideali marxisti ed è
persistita, malgrado le traversie della storia, fino ad oggi in cui vede
finalmente realizzati i propri scopi nel governo Letta. Si spiega
soltanto così la lentezza e la tortuosità che sono state necessarie per
giungere al governo Letta: era indispensabile creare le
condizioni che giustificassero il vero governo ‘europeo’, abilitato a
distruggere l’Italia consegnandola all’Europa. Il secondo motivo è esclusivamente d’interesse personale: si
sono costruiti, spremendo e schiacciando il corpo dei sudditi, un
grande ‘Impero’ finto, di carta, che non conta nulla e non deve contare
nulla in base ai motivi che ho già esposto, ma che per i politici dei
singoli Stati è ricchissimo. Ricchissimo di onori, di
benemerenze, di poltrone, di soldi. Governare oltre cinquecento milioni
di persone, con tanto di ambasciate aperte in tutte le parti del mondo,
fa perdere la testa a questi politici che vengono dal nulla e che non
sono nulla e che, quando manca una poltrona in patria, la
trovano in Europa per se stessi, parenti, amici, amanti, con un giro
immenso di possibilità e libero da ogni controllo. Non c’è
praticamente nessuno dei politici oggi sulla scena che non sia stato
parlamentare europeo: Napolitano, Bonino, Monti, Prodi, Letta, Rodotà,
Bersani, Cofferati e tanti altri ancora, con un ricchissimo stipendio e
benefici neppure immaginabili per i comuni lavoratori. Essere
parlamentare europeo significa anche impiegare il poco tempo passato a
Bruxelles a tessere i legami e scambiare i favori utili per la futura
carriera in patria, godendo anche alla fine di questi ben cinque anni di
dura fatica, di una cosa strabiliante: la pensione per tutta la vita.”
In un suo recente intervento ha
affermato che non c’è nessuna luce al termine del tunnel della crisi. Il
tunnel è dunque la realtà alla quale dobbiamo abituarci?
“Sì, il tunnel è la realtà. Non dobbiamo abituarci, però, anzi: dobbiamo
guardarla in faccia come realtà. Niente di ciò che dicono i politici
prospettando un futuro miglioramento nel campo economico è vero e
realizzabile, perché non possiamo fabbricare la moneta, come fa ogni Stato sovrano (Come fanno in questi giorni il Giappone e l’America per esempio – ndr). Una
moneta uguale fra paesi diversi è una tale aberrazione che non è
possibile credere a un errore compiuto dai tanti esperti banchieri ed
economisti che l’hanno creato, fra i nostri Ciampi e Prodi. E’ stato fatto volutamente per giungere a una distruzione.”
Per distruggere cosa?
“L’introduzione dell’euro ha
sferrato il colpo di grazia all’economia degli Stati. Se viceversa si
fosse trattato davvero di un errore, allora perché, invece di metterli
alla gogna, continuiamo a farci governare da quegli stessi banchieri ed
economisti che non sopportano la minima critica all’euro? Dunque la situazione economica continuerà ad essere gravissima e il solerte Distruttore si prepara a consegnarci all’Europa
sostenendo che mai e poi mai potremo mancare agli impegni presi e che
per far funzionare l’euro bisogna unificarsi sempre di più. Questa è la
meta cui si vuole giungere. Visto che la moneta unica non
funziona, perché sono diverse le produzioni dei singoli Stati,
cambieranno forse queste produzioni unificando le banche e le strutture
economiche? Bisogna farsi prendere per imbecilli non reagendo a simili affermazioni. L’unica
possibilità che abbiamo per salvarci è che sorga qualcuno in grado di
organizzare una forza contraria. Io non lo vedo, ma lo spero.
Lo spero perché l’importante è aver capito, sapere quale sia la verità,
guardare in faccia il nostro nemico sapendo che è ‘il nemico’.”
In Italia, come in altri paesi
colpiti da questo nuovo assetto di mercato che tanti chiamano crisi
economica, spesso il suicidio è visto come una soluzione. Come si spiega
antropologicamente che è meglio morire invece di ribellarsi?
“La spiegazione si trova in quello che ho detto: i
governanti ci vogliono uccidere, lavorano esclusivamente a questo
scopo, obbligandoci a fornire loro le armi per eliminarci il più in
fretta possibile. Questo è il ‘modello culturale’ in cui
viviamo. In base alla corrispondenza e l’interazione fra modello
culturale e personalità individuale, chi più chi meno, tutti gli
italiani percepiscono il messaggio di condanna a morte che i governanti
hanno stabilito per noi in ogni decisione che prendono, in ogni discorso
che fanno, in ogni persona che scelgono, in ognuno dei decreti, delle
leggi che emanano e delle tasse che impongono. E tuttavia non se ne può
parlare: la condanna a morte è chiara ma implicita, sottintesa,
segreta, nascosta perché ovviamente l’assassinio individuale così come
il genocidio di un popolo, è un delitto e non si può accusarne il
governo, il parlamento, i partiti: nessuno. E’ questo
il motivo per il quale ci si uccide: l’impossibilità a parlarne, a dirlo
chiaramente perfino a se stessi, a fare qualsiasi cosa per evitarlo e
ad accusare il proprio ‘padre’. Neanche Shakespeare sarebbe
stato in grado di descrivere la tragedia che stiamo vivendo, per la
quale stiamo morendo. Qualcuno riesce forse a rendersi conto di che cosa
significhi eliminare volontariamente i ‘bianchi’, la civiltà europea,
invece che tentare di allontanare il più possibile questa fine, di
imprimere nella storia lo sforzo per la salvezza? Qualcuno riesce a
concepire un delitto più nefando di questo: che si siano assunti
il compito di agevolare questa morte soprattutto gli italiani, i
governanti italiani, quando viceversa avrebbero dovuto essere loro a
impedirlo, a voler conservare il più possibile l’immensa Bellezza che
gli italiani hanno donato al mondo?”
mercoledì 15 maggio 2013
Mini Bilderberg ? Bill Gates, Bloomberg e gli uomini più ricchi del pianeta si riuniscono su un'isola blindata
L'incontro del club Bilderberg è forse diventato troppo mainstream
per alcuni dell'élite più ricca del mondo? Da Warren Buffet, passando
per coloro che sono legati alla Monsanto come Bill Gates, famosi
personaggi della tv come Oprah e potenti politici come Jeb Bush hanno
iniziato riunioni segrete a porte chiuse incontro sull'isola di Kiawah , nel sud del Carolina.
Il gruppo Bilderberg, che consiste in un più ampio gruppo di alti
dirigenti e miliardari di tutto il mondo, viene riferito, che si terrà
nei pressi di Watford quest'anno nel Regno Unito. Chiamato 'I Maestri
dell'Universo' da un articolo di Asia Times, considerata una riunione d'élite con 130 top militare, personaggi d'affari, e personaggi politici apparsi tramite WikiLeaks , il gruppo Bilderberg e i suoi partecipanti sono stati sempre più esposti alla stampa in questi ultimi anni grazie ad attivisti hanno protestato davanti alle loro riunioni.
Anche la Russia Today è andato e ha seguito le proteste fuori dalla
riunione del gruppo Bilderberg e ha osservato come la riunione stessa, potrebbe decidere i principali eventi a venire nel corso dell'anno. Ad esempio i candidati che devono correre per le prossime elezioni politiche, eventuali azioni militari
- qualsiasi decisione importante è probabilmente decisa durante le
riunioni del gruppo Bilderberg, che si svolgono interamente al segreto. A
conferma di ciò, la sicurezza è sempre pesantemente armata ed assicura
che nessuno si infiltri o si avvicini troppo per dare anche solo una
sbirciatina.
Ma cosa sta succedendo con l'ultima chiacchierata tra il potere e il denaro sull'isola di Kiawah?
RIUNIONE MINI BILDERBERG CONVOCATA?
A partire da ora, sembra che questo evento a porte chiuse sia una sorta di mini riunione del gruppo Bilderberg.
Un'associata locale della CBS, una delle poche fonti di notizie che
copre questo evento in quanto si tratta di notizie locali, dice che
circa 20 Jet altamente costosi erano in fila presso l'Aeroporto
Internazionale di Charleston sull'isola di Johns e che Bill Gates e gli
altri ospiti erano all'Albergo Santuario sull'isola di Kiawah. L'elenco
dei partecipanti, secondo il rapporto della CBS, comprende Jeb Bush,
il sindaco Michael Bloomberg, Bill e Melinda Gates, Dan Gilbert
(proprietario dei Cleveland Cavaliers), Warren Buffet, Oprah, e molti
altri rimasti occulti.
L'isola è un luogo ideale per coloro che cercano di evitare gli attivisti che seguono il gruppo Bilderberg
a causa del fatto che l'isola è in realtà una spiaggia con campi da
golf chiusi e con una sicurezza militarizzata. La popolazione dell'isola
è solo un po 'al di sopra dei 1.000 abitanti ed è
facilmente controllabile Inoltre principalmente è un resort privato per
i ricchi. Secondo la filiale locale della CBS, la sicurezza è stata
allertata ed ai massimi livelli per tutta la settimana ed è stato interdetto l'accesso all'hotel e dintorni per il pubblico.
In quanto a quello che sta accadendo su questa piccola isola, il sindaco
offre una dichiarazione esilarante riportata dalla tv locale affiliale
alla CBS, WBTW tv:
"Auguriamo a tutti loro buona fortuna con quello che stanno facendo", ha detto il sindaco Carlo Lipuma.
"Se vogliono giocare a golf, non avrebbero potuto scegliere un fine
settimana migliore. Siamo contenti di aver potuto offrire loro un bel
modo per passare il tempo. "
CBS afferma che l'incontro riguarda la fondazione di Bill e Melinda Gates, che a quanto pare sta ospitando l'evento stile-Bilderberg che viola le fondamentali leggi per quanto riguarda la discussione politica a porte chiuse.
PRIMO MINISTRO INGLESE, CAMERON: SI' AL REFERENDUM POPOLARE PER L'USCITA DALL'UNIONE EUROPEA.
Washington - Secondo il primo ministro britannico David Cameron, lo
''status quo'' nell'Ue oggi e' ''inaccettabile'' e va cambiato. Lo ha
detto negli Stati Uniti mentre in Gran Bretagna infuria il dibattito
sull'Europa, dopo che due ministri hanno affermato che se si tenesse
oggi un referendum voterebbero per l'uscita di Londra dall'Unione.
''Non credo che lo status quo nell'Ue oggi sia accettabile. Io voglio cambiarlo e una volta cambiato voglio porre ai cittadini britannici un semplice quesito, dentro o fuori'', ha spiegato Cameron parlando dagli Stati Uniti dove si trova in visita e ha cosi' ribadito con forza - in risposta al dibattito che infuria in patria sull'Europa - la sua posizione e la sua strategia che e' quella di tentare di rinegoziare il rapporto del Regno Unito con le istituzioni europee re quindi di porre la questione con un referendum.
Rispondendo quindi ai giornalisti che gli chiedevano se fosse a suo agio con le dichiarazioni, ieri, di due ministri Tory che hanno detto voterebbero a favore dell'uscita dall'Unione se il referendum si tenesse oggi, Cameron ha precisato: ''Non ci sara' un referendum domani, ci sara' un referendum prima della fine del 2017'
Sulla strategia Cameron ha promesso un referendum 'dentro o fuori' ma dopo aver rinegoziato i rapporti con Bruxelles e se, dopo le elezioni del 2015, il partito e il leader saranno confermati alla guida del Paese.
La paura che vinca il partito di Nigel Farage, l'United Kingdom Indipendence Party che alle elezioni amministrative della scorsa settimana ha sbaragliato sia i Tory che il Labour Party, spaventa - e molto - il primo ministro inglese. Talmente tanto che ha deciso di ropere gli indugi e annunciare il referendum per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, seppure entro i prossimi 5 anni. Probabilmente molto prima: nel 2015, quando si terranno le politiche e l'UKIP con probabilità farà un grande risultato.
''Non credo che lo status quo nell'Ue oggi sia accettabile. Io voglio cambiarlo e una volta cambiato voglio porre ai cittadini britannici un semplice quesito, dentro o fuori'', ha spiegato Cameron parlando dagli Stati Uniti dove si trova in visita e ha cosi' ribadito con forza - in risposta al dibattito che infuria in patria sull'Europa - la sua posizione e la sua strategia che e' quella di tentare di rinegoziare il rapporto del Regno Unito con le istituzioni europee re quindi di porre la questione con un referendum.
Rispondendo quindi ai giornalisti che gli chiedevano se fosse a suo agio con le dichiarazioni, ieri, di due ministri Tory che hanno detto voterebbero a favore dell'uscita dall'Unione se il referendum si tenesse oggi, Cameron ha precisato: ''Non ci sara' un referendum domani, ci sara' un referendum prima della fine del 2017'
Sulla strategia Cameron ha promesso un referendum 'dentro o fuori' ma dopo aver rinegoziato i rapporti con Bruxelles e se, dopo le elezioni del 2015, il partito e il leader saranno confermati alla guida del Paese.
La paura che vinca il partito di Nigel Farage, l'United Kingdom Indipendence Party che alle elezioni amministrative della scorsa settimana ha sbaragliato sia i Tory che il Labour Party, spaventa - e molto - il primo ministro inglese. Talmente tanto che ha deciso di ropere gli indugi e annunciare il referendum per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, seppure entro i prossimi 5 anni. Probabilmente molto prima: nel 2015, quando si terranno le politiche e l'UKIP con probabilità farà un grande risultato.
"Il Gruppo Bilderberg dietro alle stragi di Stato italiane", a rivelarlo è il Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato.
No Muos
Introduzione
È forse impossibile realizzare una ricerca sull’eco mostro
senza fare osservazioni di carattere generale sui come e sui perché. Le
mega parabole di Niscemi fanno parte di una strategia su larga scala che concerne
i progetti militari statunitensi (e non solo) su tutto il mediterraneo, o si
tratta, come affermato da molte fonti, di tecnologia da utilizzare per
un’ipotetica terza guerra mondiale?
Rispondere aiuterebbe a far luce su dichiarazioni ufficiali e
comportamenti della politica italiana che, va ricordato, finora s’è preoccupata
solamente di stendere tappeti rossi al passaggio dei militari e a creare
preoccupazioni considerevoli alla stessa popolazione che dovrebbe
salvaguardare.
Perché lo stato danneggia i suoi cittadini per favorire una
forza militare straniera?
Da questo interrogativo dipendono forse i destini di tutti,
italiani e non.
Cos’è il MUOS?
Il MUOS (acronimo
di mobile user objective system) è un sistema di comunicazione satellitare
statunitense composto da parabole di grandi dimensioni (alte circa 150 metri e dai
quasi 19 metri di diametro). Funzione del MUOS è quella di coordinare le trasmissioni radio militari e gestire il traffico aereo
dei droni (velivoli sprovvisti di pilota) .
(fonte: http://nomuos.org/)
Esistono altre tre stazioni MUOS oltre a quella di Niscemi
(in Virginia, Hawaii e Australia), ma la stazione siciliana appare più
emblematica e problematica, non trovandosi, come accade con le altre parabole,
in una zona desertica.
Pericoli per la salute
È noto come le radiazioni
ad altra frequenza siano dannose per la salute. I pericoli vanno dai problemi alla cataratta a possibili interazioni
col cervello (che causano irritabilità e mal di testa).
La salute potrebbe essere compromessa anche dall'esposizione
prolungata ai campi elettromagnetici di
media intensità (col rischio di tumori
e leucemie).
Inoltre, l'esposizione a campi molto intensi può essere fatale (ad esempio, per un errore di
puntamento di una parabola che, a quanto pare, è un problema che si manifesta
con una certa frequenza).
(fonte: http://nomuos.org/index/pillole#M)
Come affermato da esperti del settore, come il dottor Rino Strano: “A Niscemi si muore già di leucemia e cancro, ma si fa finta di nulla
perché ci sono accordi segreti tra Italia e Stati Uniti e la situazione con
il MUOS non può che peggiorare”. Rino Strano rincara la dose dichiarando che: “Ho
presentato un documento che è stato subito allegato agli atti, un –Registro Tumori-,
redatto dalla provincia di Caltanissetta, riguardante un periodo che va dal 2004 al 2008 e dalla quale si
evince un aumento considerevole dei casi
di morte per tumore fra gli abitanti della zona di Niscemi. Ho trovato
anche un militare americano che ha
lavorato per quattro mesi sotto le antenne della morte, ammalatosi di Leucemia, il militare, ha riferito che molti suoi colleghi si sono ammalati di
leucemia, molti fra loro sono già
morti, altri ancora, presentano i sintomi di un possibile tumore alla tiroide”.
Le parabole causano un campo
elettromagnetico che si propaga per oltre 140 chilometri di distanza,
i danni non riguarderanno le sole provincie di Caltanissetta e Ragusa
quindi, ma anche altre aree già pesantemente colpite da industrie, terremoti ed
effetti collaterali delle basi militari presenti sul territorio.
Un articolo del giornalista Gianni Lannes, riporta a tal proposito una dichiarazione del
professor J. W. Gofman in cui viene
affermato come i militari statunitensi
seppelliscano nel sottosuolo siciliano rifiuti militari contenenti scorie
nucleari e come queste abbiano già causato enormi problemi di salute alla
popolazione locale, in particolare ai bambini
di Lentini, paese limitrofo alla
base NATO di Sigonella.
(fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/06/sicilia-bambini-che-muoiono-di.html)
Ai problemi tecnici andrebbero quindi aggiunte condotte criminali che nulla hanno a che vedere con la difesa del territorio e della comunità, ma che si avvicinano a vere e proprie azioni di terrorismo eco ambientale ai danni della popolazione civile.
Ai problemi tecnici andrebbero quindi aggiunte condotte criminali che nulla hanno a che vedere con la difesa del territorio e della comunità, ma che si avvicinano a vere e proprie azioni di terrorismo eco ambientale ai danni della popolazione civile.
Allarmi sono stati lanciati anche dal politecnico di Torino, si segnalano probabili problemi per le apparecchiature elettromedicali (pacemaker,
defibrillatori, apparecchi acustici) e possibili grane con le apparecchiature
ospedaliere. Secondo gli studiosi Zucchetti
e Coraddu, il MUOS potrebbe generare
catastrofi e tragedie inimmaginabili, pare che “l’irraggiamento accidentale, a
distanza ravvicinata, di un aereo militare (…) possa arrivare a innescare accidentalmente gli ordigni
trasportati”.
I rischi sono quindi enormi, così vasti che è molto
difficile preventivarli.
Dulcis in fundo, trattandosi di un congegno bellico, esporrebbe il territorio a possibili azioni
militari da parte di ipotetiche forze ostili.
(articolo consigliato: http://ctzen.it/2012/06/03/muos-un-eco-mostro-americano-a-niscemi-pericolo-di-morte-fino-a-140-chilometri/)
(articolo consigliato: http://www.linksicilia.it/2013/02/il-muos-tumori-e-leucemie-ma-anche-infarti/)
(articolo consigliato: http://www.ilfattonisseno.it/2013/02/ambiente-allars-un-docente-sul-muosprovato-nesso-tra-emissioni-radar-e-tumori/)
Segreto militare
Trattandosi di un progetto militare, molti dati sensibili non
sono stati rilasciati. L’esercito statunitense ha sempre rassicurato le
istituzioni, senza però fornire elementi inconfutabili a riprova di quanto asserito.
Va inoltre rilevato come stato e regione
(soprattutto con Raffaele Lombardo presidente) si siano comportati in modo pressoché servile nei confronti dei
militari e come non abbiano mai sollecitato verifiche serie ed esaustive. Non
contento di ciò, lo stato italiano, senza avere studi degni di lode a
disposizione, ha presentato ricorso al
TAR contro la decisione della giunta regionale siciliana (presenziata da
Rosario Crocetta) che aveva annullato le
autorizzazioni per la costruzione delle parabole.
(fonte: http://www.linksicilia.it/2013/04/muos-ricorso-al-tar-del-governo-italiano-contro-i-siciliani/)
Si crea una situazione paradossale in cui il governo preleva
tributi per aprire un’azione legale contro la gente che ha pagato le tasse,
chiedendo i danni a una regione… che non potrà che risarcire lo stato usando le
tasse degli stessi contribuenti. La
depravazione politica raggiunge così il suo macabro apice.
È mai possibile che
una nazione si comporti in questo modo e contro i propri cittadini per
favorire un esercito straniero che ha palesato atteggiamenti criminali (vedi
ordigni atomici presenti sul nostro territorio, scorie nucleari seppellite nel
lentinese, strage di civili sul Cermis e via dicendo)?
Significativo anche notare come i tecnici incaricati dei
controlli, non avendo a disposizione gli elementi necessari (per via del
segreto militare), usano le attività di
monitoraggio per evidenziare i reali rischi, ma non essendo ancora entrato in
funzione il MUOS, in che modo attuare i controlli necessari? E com’è possibile
stabilire l’impatto ambientale con l’ostruzionismo dell’esercito a stelle e
strisce?
Secondo alcune
testimonianze, sembra anche che i militari riducano le emissioni e le frequenze
quando sanno di essere monitorati, un atteggiamento simile, non può che far
pensare al peggio.
Niscemi invasa dalle antenne militari:
la base NRTF
Oltre al MUOS (ancora in fase di costruzione), all’interno
del territorio niscemese sorge la base
NRTF nella quale si trovano 46
trasmettitori costruiti all’interno
di un’area naturale protetta (classificata come sito d’interesse
comunitario). Anche queste antenne, attive sin dal 1991, creano un campo
elettromagnetico pericolosissimo per la salute degli abitanti del luogo.
Su tali antenne non sono
mai stati condotti studi d’impatto ambientale, né la costruzione è mai stata
autorizzata da nessuno, né sono mai state valutate dall’Arpa. Addirittura,
secondo l’ingegnere dell’Arpa Stefano
Caldara, fino a non molto tempo fa l’associazione regionale per la
protezione dell’ambiente non era neanche stata informata dell’esistenza della
base.
Queste antenne, a quanto pare, hanno già fatto ammalare e morire parecchi militari, italiani
e non (tenuti all’oscuro dei pericoli e mandati spesso in servizio senza
nessuna protezione), che svolgevano mansioni di guardie antiterrorismo e
antisabotaggio presso la base. La testimonianza di questo militare, malatosi di
leucemia dopo soli 4 mesi di lavoro (come i colleghi
americani citati prima), chiarisce molti dubbi sulla pericolosità delle
antenne. L’intervistato sottolinea inoltre le misure cautelative adottate dagli statunitensi e, al contempo, evidenzia
la situazione lavorativa dei militari italiani: senza protezioni e tenuti
all’oscuro di tutto (bunker per gli americani, semplici tende da campo per gli
italiani). Lo stato, verso i propri militari, mostra lo stesso disinteresse criminale
che manifesta con i propri cittadini. Non
solo, pare che le istituzioni creino barricate insormontabili che impediscono
ai nostri soldati di ricevere i risarcimenti economici.
SCACCO A OBAMA
L’attentato di Boston, i bombardamenti israeliani su Damasco, la crisi (scongiurata subito) tra Stati Uniti e Corea del Sud sembrano eventi del tutto scollegati, disconnessi tra loro. Io penso che non lo siano e che, anzi, siano tutti segnali del convergere – perfino piu’ rapido del prevedibile verso una crisi di piu’ vaste proporzioni. Mi pare di vedere una mano – piu’ invisibile di quella, famosa, del “mercato” – che preme perche’ si verifichi una resa dei conti. Forse piu’ di una resa dei conti: diverse e lontane, ma riconducibili a un unicum di impressionante squilibrio, un “buco nero” nel quale stiamo andando tutti nel piu’ disastrante caos di idee dell’ultimo secolo. Ma piu’ grande di quello che condusse alla seconda guerra mondiale.
La resa dei conti che vedo avvicinarsi ha sicuramente a che fare con la crisi americana, che si manifesta anche come la crisi della leadership di Barack Obama. Anche, ma non solo. Gli Stati Uniti sembrano una barca alle deriva. Con un presidente che, apparentemente, essendo piu’ libero di agire nel suo secondo mandato, era stato dato come all’offensiva su molti fronti. E invece non solo non e’ affatto all’offensiva, ma sta subendo un’offensiva interna che appare oscura, ma che ha le sembianze neocon del suo predecessore.
Povero Obama, direbbe qualcuno che l’aveva in simpatia. Ricordo che, al momento della sua prima elezione, ci furono i comitati di sostegno, in Italia, promossi dal Pd. Io, dal canto mio, fin da allora lo definii come «la piu’ straordinaria e ben riuscita operazione di maquillage di tutta la storia». Adesso si vede in trasparenza che l’“uomo nuovo” della politica statunitense ha la stessa liberta’ di manovra di un fringuello in gabbia. La crisi con la Corea del Nord non e’ stato lui a cominciarla. Neanche il suo ministro degli esteri lo ha fatto. Si potrebbe pensare che ci sia un legame diretto, ben piu’ solido, tra Kim Yong Un e il Pentagono, o la Cia, o con tutti e due. Il giovanotto di Pyong Yang si mette all’improvviso a strillare e minacciare, apparentemente senza motivo. Tutti i media si mettono a starnazzare anche loro come galline impazzite e, per una decina di giorni, il mondo intero appare sull’orlo di uno scontro nucleare tra il gigante americano e il nano nord coreano. Evidentemente non c’era nulla di piu’ serio di un accurato gioco delle parti, nel quale la parte piu’ potente faceva finta di sentirsi minacciata, ma sapeva perfettamente che la minaccia di Kim era semplicemente inesistente. Invece lo scopo era diverso: consentire al Pentagono di mettere a punto gli orologi, e portare le armi e le piu’ raffinate tecnologie americane negli immediati pressi di Pechino. Washington sa bene, come lo sa Kim Yong Un, che la Corea del Nord puo’ essere cancellata in un attimo.
Fatto decantare il polverone, John Kerry si e’ affacciato sull’uscio e ha detto che troppo allarme era esagerato e contro-producente. Fine della commedia: si erano messi d’accordo per ricompensare il “dittatore Pazzo”. Resta solo da chiarire chi ha acceso il fiammifero. E, probabilmente, si scoprirebbe che non e’ stato Obama, i cui capelli stanno ingrigendo a velocita’ supersonica, date le circostanze. Poiche’ gli e’ stato affidato il compito, forse per lui ingrato, di portare a compimento la profezia dei neocon. Quegli stessi che presero il potere, con un vero e proprio colpo di stato, nell’anno 2000, portando alla presidenza George W. Bush Junior (che era stato sconfitto da Al Gore). Scrissero, nel famoso Project for The New American Century, che la Cina sarebbe divenuta il pericolo principale per la sicurezza degli Stati Uniti nel 2017. E ripeterono la profezia nei documenti successivi concernenti la sicurezza nazionale del futuro. Era il 1998. Forse non era una profezia, sebbene si trattasse di eventi del futuro. Forse avevano fatto i loro calcoli e avevano pensato con quale Cina avrebbero avuto a che fare, tenendo conto dei tassi di crescita del suo PIl, dei suoi armamenti, della sua finanza, della sua tecnologia, della sua popolazione. Se non si tengono sempre presenti quelle previsioni, difficilmente di potra’ capire cosa sta succedendo in America e fuori, mentre nel frattempo l’Occidente intero e’ entrato nella piu’ grave crisi della sua intera vicenda imperiale.
Il secondo problema per Obama si chiama Siria. Il ruolo che avrebbe voluto recitare era quello del moderato e prudente. Aveva provato la parte nella vicenda della guerra contro la Libia di Gheddafi, facendola passare – media occidentali compiacenti – come una guerra anglo-francese. In realta’ se non ci fossero stati il Pentagono e la Cia quella guerra non sarebbe stata nemmeno tecnicamente possibile. Ha dunque cercato di ripetere la scena dalle parti di Damasco. E qui non c’e’ riuscito. Per meglio dire c’e’ riuscito fino a gennaio di quest’anno. Poi ha cominciato a perdere le staffe. In realta’ ha dato il via libera all’Arabia Saudita, al Qatar e alla Turchia, di scatenare contro Damasco un intero esercito di almeno 25.000 mercenari. Si aggiungano le sanzioni e lo strangolamento del regime di Bashar el Assad e il ponte aereo che da mesi, con centinaia di velivoli, rifornisce di armi e munizioni il Fsa (Free Syrian Army). Gli Stati Uniti non sono mai stati in disparte in questa guerra. Non una sola pallottola e’ stata sparata senza il consenso di Washington. Che, negli ultimi tempi, e’ parsa sempre piu’ incline a fornire armi “sempre piu’ letali” ai ribelli mercenari, mescolati con i residuati di Al Qaeda.
Obama voleva una tattica di logoramento, in modo che Bashar cadesse da solo, come una pera matura, senza costringere l’America a sporcarsi troppo le mani. Ma, da un lato, Bashar el Assad non e’ stato disciplinato e ha continuato a resistere, dall’altro e’ venuta crescendo la fregola di Israele. Che ha bombardato direttamente il territorio siriano e perfino Damasco. E’ stato Israele a inventare le armi chimiche siriane, probabilmente e’ stato qualche commando israeliano a piazzare qualche bomba chimica, o a consegnarle ai tagliagole del Free Syrian Army.
Tel Aviv (o Gerusalemme) non ha tempo da perdere. La caduta di Damasco e’ preliminare all’attacco contro Teheran. E qui Obama ha di nuovo fatto la figura del vaso di coccio schiacciato dal vaso di ferro Netanyhau. Anche qui l’impressione e’ che il presidente americano conti meno dei suoi militari o dei suoi servizi segreti, che vanno a trattare direttamente con Israele e si muovono con grande disinvoltura per conto proprio. Cosi’, una volta “scoperte” le armi chimiche della Siria, Obama ha dovuto recitare la parte di colui che e’ costretto, suo malgrado, a minacciare: «Se si potesse verificare che il regime siriano ha davvero fatto uso di armi chimiche contro la popolazione civile, allora saremmo costretti a usare tutti i mezzi». Per punirlo, s’intende.
Non resta dunque che aspettare che il Mossad e la Cia forniscano le prove. Ci vorra’, per questo, una qualche dose di cautela, perche’ per fornirle, le prove, si dovrebbe ammettere che il Mossad sta agendo sul territorio siriano, insieme ai servizi segreti di Turchia, Francia e Gran Bretagna e, naturalmente, alla Cia. Ma e’ solo questione di tempo. E a quel punto Barack Obama dara’ l’ordine che avrebbe preferito non dare, forse.
Ma i segnali di sconfitta di Obama sono stati anche altri, forse addirittura piu’ significativi. Il giorno delle bombe di Boston il presidente Usa ha subito uno scacco piu’ grande di tutti i precedenti. La legge per la limitazione della vendita di armi ai civili americani e’ stata clamorosamente battuta al Senato Usa. Uno dei cavalli di battaglia del presidente in carica, e’ stato azzoppato. Lo stesso giorno, si noti, in cui scoppiavano bombe, subito attribuite a un “commando ceceno” composto da due “terroristi”, tanto improbabili quanto le loro origini etniche. Che, con modesto dispendio di morti, ha permesso all’Fbi di paralizzare la citta’ per una intera settimana, chiudendo in casa tutti gli abitanti e terrorizzando l’America intera che non poteva nemmeno immaginare. Cioe’ tutto lascia pensare, se si guarda con attenzione alle dinamiche degli avvenimenti di Boston, che in quella citta’ si sia fatto un “esperimento”, una “prova di stato d’assedio”. Perche’? Cosa si sta preparando?
Viene in mente una frase di Bertolt Brecht: «se il fascismo arrivera’ in America avra’ il volto della democrazia». Chi organizza questi esperimenti non lo sapremo facilmente. Anzi non lo sapremo mai. Resta da indovinare se il presidente in carica e’ al corrente, ovvero se ci sono forze che agiscono anche indipendentemente dal presidente, oltre lui e sopra di lui, e che lui e’ costretto ad avallare, a posteriori.
C’e’ stata, per altro un’ulteriore coincidenza, di difficile attribuzione. Quel giorno fatale bostoniano, il 16 aprile, la prima pagina del New York Times ospitava un articolo che dava notizia di un evento a suo modo storico: una commissione ufficiale, bipartisan, del Congresso, confermava che gli Stati Uniti hanno praticato sistematicamente la tortura a partire dall’11 settembre del 2001. Questo il dispositivo della sentenza: «il presidente e i suoi massimi consiglieri erano al corrente» del fatto che «pene e tormenti venivano inflitti su diversi detenuti in nostra custodia».
Una bomba, diversa da quelle di Boston ma pur sempre tale, perche’ metteva sotto accusa niente meno che tutti gli ultimi tre presidenti degli Stati Uniti. A cominciare dal democratico Bill Clinton, che preparo’ il terreno giuridico per le mostruosita’ che avvennero “dopo”, per includere i due mandati di George Bush Jr, fino ai due mandati non ancora conclusi di Barack Obama. Il quale ultimo e’ coinvolto nella vicenda, perche’ copri’ le responsabilita’ del suo predecessore, tentando di bloccare l’inchiesta che lo riguardava nel 2009. Obama, noto per non avere chiuso Guantanamo Bay, noto per avere fatto ammazzare piu’ di 4000 “terroristi” mediante droni che hanno agito fuori dal territorio americano (cioe’ in aperta violazione di tutte le leggi internazionali).
L’inchiesta fu bloccata, ma ne parti’ un’altra, questa, diretta dal repubblicano Asa Hutchinson, e dal democratico James R. Jones. Ma, non finisce qui. Bomba chiama bomba. Se ci furono torture sui “nemici combattenti”, tutte le loro confessioni sono inutilizzabili (anche secondo la legge americana). E, dunque, anche le conclusioni dell’inchiesta ufficiale sull’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono sono nulle.
I morti e la polvere di Boston hanno coperto “l’incriminazione” di Obama. Nessuno, fuori dagli Stati Uniti, ha mostrato di accorgersene. Siamo tutti troppo distratti?
Giulietto Chiesa
venerdì 26 aprile 2013
Enrico Letta ammette: Faccio parte del Bilderberg
Enrico Letta, il presidente del Consiglio in pectore, frequenta le
riunioni del gruppo Bilderberg. Lo ha dichiarato lui stesso, scrivendolo
sulla sua pagina di Facebook. In effetti, Letta risulta tra i presenti
alla riunione del gruppo Bilderberg, a Chantilly in Virginia, ai primi
di giugno 2012. Inoltre, egli è un membro della Trilateral.
In base a quanto rivelato dall'ex magistrato Ferdidando Imposimato, «il gruppo Bilderberg riveste un ruolo chiave nelle stragi e nella strategia della tensione, come rivela un documento nelle mani di Franco Ventura, terrorista di Ordine nuovo».
Il gruppo Bilderberg è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti in campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici. Il gruppo si riunisce annualmente in hotel o resort di lusso in varie parti del mondo, normalmente in Europa, e una volta ogni quattro anni negli Stati Uniti o in Canada. Ha un ufficio a Leida in Olanda. I nomi dei partecipanti sono resi pubblici attraverso la stampa, ma la conferenza è chiusa al pubblico e ai media.
Ecco il testo integrale di quanto pubblicato dallo stesso Letta: «In molti in questi giorni mi fanno domande sul meeting Bilderberg al quale son stato invitato a Washington lo scorso fine settimana. In sintesi, era presente una parte importante dell'amministrazione Obama e dei partiti democratico e repubblicano americani. C'erano poi leader socialisti, liberali, verdi e conservatori di molti Paesi europei. E, inoltre, sindacalisti e imprenditori, docenti universitari e finanzieri. Senza contare rappresentanti dell'opposizione siriana e russa. La lista dei partecipanti è stata peraltro resa pubblica dagli stessi organizzatori.
«Si è discusso dei principali temi in materia di economia e di sicurezza al centro dell'agenda globale. Ed è stata per me un'occasione interessante e utile per ribadire la fiducia nei confronti dell'Euro e per rilanciare con grande determinazione l'invito a compiere i passi necessari (e indispensabili) verso gli Stati Uniti d'Europa.
«Nulla di queste discussioni, e del franco e 'aperto' dialogo tra i partecipanti, mi ha fatto anche solo per un momento pensare a quell'immagine di piovra soffocante che decide dei destini del mondo, incurante dei popoli e della democrazia, descritta da una parte della critica sul web e sulla stampa.
«È vero: la discussione era a porte chiuse. Ma la presenza dei direttori di alcuni dei principali giornali internazionali (di tutte le tendenze politico-culturali) mi pare possa 'rassicurare' i sostenitori di una lettura complottistica del meeting».
In base a quanto rivelato dall'ex magistrato Ferdidando Imposimato, «il gruppo Bilderberg riveste un ruolo chiave nelle stragi e nella strategia della tensione, come rivela un documento nelle mani di Franco Ventura, terrorista di Ordine nuovo».
Il gruppo Bilderberg è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti in campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici. Il gruppo si riunisce annualmente in hotel o resort di lusso in varie parti del mondo, normalmente in Europa, e una volta ogni quattro anni negli Stati Uniti o in Canada. Ha un ufficio a Leida in Olanda. I nomi dei partecipanti sono resi pubblici attraverso la stampa, ma la conferenza è chiusa al pubblico e ai media.
Ecco il testo integrale di quanto pubblicato dallo stesso Letta: «In molti in questi giorni mi fanno domande sul meeting Bilderberg al quale son stato invitato a Washington lo scorso fine settimana. In sintesi, era presente una parte importante dell'amministrazione Obama e dei partiti democratico e repubblicano americani. C'erano poi leader socialisti, liberali, verdi e conservatori di molti Paesi europei. E, inoltre, sindacalisti e imprenditori, docenti universitari e finanzieri. Senza contare rappresentanti dell'opposizione siriana e russa. La lista dei partecipanti è stata peraltro resa pubblica dagli stessi organizzatori.
«Si è discusso dei principali temi in materia di economia e di sicurezza al centro dell'agenda globale. Ed è stata per me un'occasione interessante e utile per ribadire la fiducia nei confronti dell'Euro e per rilanciare con grande determinazione l'invito a compiere i passi necessari (e indispensabili) verso gli Stati Uniti d'Europa.
«Nulla di queste discussioni, e del franco e 'aperto' dialogo tra i partecipanti, mi ha fatto anche solo per un momento pensare a quell'immagine di piovra soffocante che decide dei destini del mondo, incurante dei popoli e della democrazia, descritta da una parte della critica sul web e sulla stampa.
«È vero: la discussione era a porte chiuse. Ma la presenza dei direttori di alcuni dei principali giornali internazionali (di tutte le tendenze politico-culturali) mi pare possa 'rassicurare' i sostenitori di una lettura complottistica del meeting».
domenica 31 marzo 2013
Nuovo governo, ecco le schede dei dieci saggi nominati da Napolitano
Il presidente della Repubblica sceglie dieci personalità per mettere a punto le riforme istituzionali. Tutti uomini nessuna donna. E tutti legati alla vecchia nomenkaltura del potere che ha portato il nostro Paese sull'orlo del baratro
LE SCHEDE DEI DIECI SAGGI
Luciano Violante
Nato a Dire Daua (Etiopia), 71 anni; nell’ambito
della trattativa Stato-mafia è stato interrogato dalla Procura di
Palermo riguardo a quando nel 1993, in veste di presidente
della commissione antimafia aveva richiesto all’allora ministro
dell’Interno Nicola Mancino (oggi indagato per falsa testimonianza
nell’ambito dell’indagine sulla trattativa) la trasmissione della
relazione elaborata dagli analisti della Dia il 10 agosto del 1993 sulle
stragi di via Palestro a Milano e di San Giovanni a Velabro a Roma.
Relazione che Mancino gli trasmise prontamente il 14 settembre,
accompagnandola con una nota in cui specificava come si trattasse di
materiale “riservato” su cui vigeva il regime della “vietata
divulgazione”. Nel 2003, da capogruppo Ds alla Camera, parlando di
Salvatore Cuffaro, allora presidente della Regione Sicilia, ha detto:
“Noi lo contestiamo perché governa male, il problema delle
incriminazioni riguarda lui, i suoi avvocati e i giudici”. Diventato
celebre il suo discorso alla Camera nel 2003 in cui ricordò che la
sinistra non fece la legge sui conflitti d’interesse e non dichiarò
ineleggibile Berlusconi.Valerio Onida
Nato
a Milano, 77 anni; giudice costituzionale dal 1996 al 2005, attualmente
è professore di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi
di Milano. Dal 22 settembre 2004 al 30 gennaio 2005 è stato presidente
della Corte Costituzionale. Nel 2010 si è candidato alle primarie del
centrosinistra per le elezioni a sindaco di Milano, arrivando terzo con
il 13,41% dei voti, dietro a Giuliano Pisapia e Stefano Boeri. È stato
presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti ed è
presidente del comitato direttivo della Scuola Superiore della
Magistratura.Mario Mauro

Nato a San Giovanni Rotondo (Foggia), 51 anni; prima Forza Italia, poi Pdl e attualmente capogruppo al Senato di Scelta Civica, è uno dei nomi di punta di Comunione e liberazione, fino alle ultime elezioni vicinissimo a Roberto Formigoni. Laureato in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, è stato vicepresidente del Parlamento europeo e presidente dei deputati del Pdl a Bruxelles.
Gaetano Quagliariello
Nato
a Napoli, 52 anni; senatore Pdl, è stato il secondo firmatario del
disegno di legge sul processo breve. Nel gennaio 2011 ha firmato,
insieme a Roberto Formigoni, una lettera aperta per chiedere ai
cattolici italiani di astenersi da qualsiasi giudizio morale nei
confronti di Silvio Berlusconi, imputato (all’epoca indagato) per
concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby. Ha recentemente
accusato i magistrati del processo contro Nicola Cosentino: “Nei
confronti di Nicola Cosentino la magistratura ha dato prova di una
notevole capacità di contorsionismo: prima Cosentino doveva andare in
carcere in quanto parlamentare e/o candidato, ora pur non essendo
parlamentare deve andare in carcere lo stesso”.Enrico Giovannini
Nato
a Roma, 55 anni; dal 2009 è presidente dell’Istat, dal gennaio 1997 al
dicembre 2000 ha assunto la direzione del Dipartimento delle Statistiche
economiche. Nel 2001 aè stato nominato Chief Statistician e Direttore
della Direzione statistica dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo
Sviluppo Economico (OCSE).Giovanni Pitruzzella
Nato a Palermo, 53 anni; dal 29 novembre 2011 è presidente dell’Antitrust, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La
sua nomina ha suscitato le polemiche visto che colui che dovrebbe, tra
le altre cose, vigilare sul conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi, è
un amico di Schifani: consigliere, avvocato, socio di famiglia. Dal
1998 è professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di
Palermo dove è anche docente nella Scuola di specializzazione in
Diritto europeo. Esperto nel diritto dei pubblici appalti, in giustizia
costituzionale, nel diritto pubblico regionale e nel diritto pubblico
dell’economia, ha ricoperto numerosi incarichi fra cui quello di
consulente giuridico presso la presidenza del Consiglio dei ministri
durante i governi Ciampi e Dini e presso la presidenza della Regione
siciliana per le giunte Capodicasa, Cuffaro e Lombardo.Salvatore Rossi
Nato
a Bari, 64 anni; è vice direttore generale del direttorio della Banca
d’Italia e membro del direttorio integrato dell’Ivass, l’Istituto per la
vigilanza sulle assicurazioni. Dal 2011 fa parte del Consiglio di
presidenza della Società italiana degli economisti. Dal maggio 2012 è
membro del Consiglio di amministrazione della fondazione del Centro
internazionale di studi monetari e bancari (ICMB) di Ginevra. Dal
gennaio 2013 è membro del Comitato strategico del Fondo strategico
italiano.Giancarlo Giorgetti
Nato
a Cazzago Brabbia (Varese), 46 anni; parlamentare alla Camera dei
deputati dal 1996 con la Lega. Sino al 2004 ha ricoperto la carica di
sindaco di Cazzago Brabbia. Nel 2001 è il principale promotore della
Legge 40 sulla procreazione assisistita. Capogruppo per la Lega Nord
alla Camera dei Deputati per la XVII legislatura e segretario nazionale
della Lega Lombarda dal 2002 al 2012. Dal 2001 al 2006 ha ricoperto il
ruolo di presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione.
Durante il secondo governo Berlusconi è stato, dal 12 giugno al 21
giugno 2001, Sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti. Il suo
nome era comparso nelle carte dell’indagine Antonveneta, dove, però, non
risultò tra gli indagati. Mette
a verbale Gianpiero Fiorani: sulla scrivania di Giorgetti alla Camera,
erano arrivate alcune mazzette da parte dell’ex patron della Banca
Popolare di Lodi che, però, sarebbero state restituite al mittente.
Giorgetti, secondo la versione di Fiorani, ci aveva quindi ripensato, ma
aveva invitato il banchiere a finanziare il Varese calcio.Filippo Bubbico
Nato
a Montescaglioso (Matera), 59 anni; senatore Pd ed ex sottosegretario
del governo Prodi, indagato per abuso dufficio perché nel 2005, quando
faceva parte dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della
Basilicata, ha affidato all’esterno, per 23.869 euro, una consulenza
sulla riorganizzazione del Consiglio che, secondo la procura, le risorse
interne avrebbero potuto portare a termine senza alcun problema «in
considerazione del titolo di studio posseduto e della figura
professionale rivestita». Ora dovrà risponderne davanti ai giudici della
Corte dei Conti della Basilicata e anche davanti al Tribunale ordinario
dove rispondono di abuso d’ufficio.Enzo Moavero Milanesi
Nato
a Roma, 58 anni; è il ministro per gli Affari Europei del governo
Monti. E’ stato giudice di primo grado presso la Corte di giustizia
dell’Unione europea in Lussemburgo e ha collaborato con la Commissione
europea in qualità di direttore generale del Bureau of european policy
advisors. Durante il primo governo Amato si è occupato di risanamento
degli enti pubblici. Nel 1994 Ciampi lo ha nominato sottosegretario agli
Affari europei. Dal 1995 al 2000 è stato scelto da Mario Monti, al
tempo commissario europeo, come capo gabinetto, prima alla concorrenza e
poi al mercato interno. Dal 2002 al 2005 è stato vice segretario
generale della Commissione europea.
Napolitano sceglie 10 saggi per riformare il Paese, ma vince la vecchia politica - Il Fatto Quotidiano
Altro che dieci “saggi”. Quelli che ha tirato fuori Napolitano dal cilindro per scrivere la road map di riforme essenziali per il Paese sono i soliti noti. Forse il peggio dei soliti noti, se possibile. Eppure, sorprendentemente, saranno loro a dover costituire il “tesoro” di idee e provvedimenti su cui il prossimo Presidente della Repubblica si dovrà basare per formare (forse) un nuovo governo. C’è di che restare senza parole. Sono nomi che rappresentano gli assi portanti di quell’antico sistema politico e istituzionale che ha portato l’Italia nel baratro in cui si trova oggi. Lentamente ma sistematicamente. E adesso siamo di nuovo nelle loro mani.
A destare scandalo è soprattutto la commissione cosidetta “politico-istituzionale”. E fatto salvo il nome di Valerio Onida, costituzionalista di area piddina, sugli altri corre rapido un brivido lungo la schiena. A partire da Luciano Violante, con tutto il suo passato partitocratico alle spalle, simbolo della storia più antica (e non sempre limpida) del Nazareno (ma nel suo caso si potrebbe parlare meglio di Botteghe Oscure). E poi Mario Mauro, uomo di Monti (e di Cl, fino alle ultime elezioni vicinissmo a Roberto Formigoni) che qualcuno voleva a presidente del Senato al posto di Pietro Grasso, di cui non si ricordano negli anni particolari exploit legislativi nel segno del cambiamento.
Ma soprattutto Gaetano Quagliariello, ex vicecapogruppo del Pdl al Senato, uomo delle leggi ad personam di Silvio sulla giustizia, dunque personaggio di stretta osservanza berlusconiana, primo tra i soldati di prima fila del Cavaliere e (anche lui) personalità su cui l’intero centrodestra si sarebbe speso per fargli avere una carica istituzionale. Dopo quello che ha fatto per loro. E per il suo Capo. Ecco, Mauro è l’uomo di un Monti che continuerà a governare l’Italia nonostante i disastri economici e le figuracce cosmiche internazionali (i Marò) e Quagliariello è un portabandiera di Arcore. Davvero non c’era nulla di meglio sul mercato? Davvero è questo la summa della intellighenzia politica che Giorgio Napolitano ha saputo esprimere in un momento tanto drammatico per la democrazia? Cosa potranno mai studiare di nuovo queste cariatidi politiche del sistema? Che avranno mai da tessere e rinnovare elementi che mai sarebbero stati eletti davvero dal popolo se non ci fosse stato il Porcellum? L’unica cosa che possono partorire, a ben guardare, è un inciucio codificato sotto forma di programma da servire freddo sul piatto del prossimo presidente della Repubblica come unica via per avere un nuovo governo. D’inciucio, s’intende, non certo di rinnovamento.
Ma anche l’altra commissione, quella chiamata a studiare le emergenze economiche e sociali del Paese, non è meno inquietante. Si parte da Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, istituto che continua a fotografare lo stato del Paese senza aver mai suggerito una misura utile al suo sviluppo neppure per sbaglio e di Giovanni Pitruzzella, presidente del’autorità garante della concorrenza e del mercato, istituto abbastanza inutile se si considera che in Italia, com’è noto, non c’è una legge sul conflitto d’interessi degna di questo nome, per cui l’operato del Garante è stato fino a oggi abbastanza oscuro. Ma si resta ancora senza parole quando lo sguardo arriva ai nomi di due degli altri membri della commissione; uomini strettamente legati uno a Monti e l’altro alla storia del Pci, ovvero ministro Moavero Milanesi e il senatore Filippo Bubbico. E che anche il terzo, Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca D’Italia, è “cresciuto” dopo l’entrata in scena del governo Monti. Insomma, il “sistema” al potere che viene chiamato a rinnovare se stesso. Un paradosso
Napolitano, proponendo questi nomi, ha certamente deluso le aspettative di chi, soprattutto tra i giovani della politica anche in Parlamento (e non stiamo parlando solo dei grillini) si aspettavano una scossa. Invece, Napolitano oggi è tornato ad essere quel “Morfeo” di grillesca memoria, che trovandosi nell’impossibilità di fare alcunchè per partorire un nuovo governo, ha deciso di “addormentare” il sistema con questa sorta di “bicamerale ghiacciata” composta da chi, come si diceva, è in alcuni casi l’emblema di tutti ciò che gli italiani vorrebbero lasciarsi alle spalle. Insomma, il capolavoro di Napolitano è questo: Monti resta al suo posto (e chissà per quanto tempo) e per il resto è stata mandata letteralmente la palla in tribuna, fermando il gioco. Un’astuzia da antico politico, quale certamente Napolitano è, che ha anche archiviato senza scosse l’era Bersani, facendolo uscire di scena in modo netto, senza appello. Per quanto molto morbido.
Intanto, si è aperta ufficialmente la crisi del Pd, i cui esiti saranno certamente drammatici, ma non è questo certo il punto. Il vero scontro, quello più acceso, si giocherà sulla successione al Qurinale. E il Parlamento si trasformerà in un Vietnam. Insomma, il Capo dello Stato, ancora una volta, ha messo la sordina al cambiamento, fischiando il “tutti negli spogliatoi” e lasciando la patata bollente di riscattare, in qualche modo, il Paese dal torpore all’uomo del Colle che verrà. I supplementari, se ci saranno, li giocheranno (loro, i partiti) tutti con un altro arbitro. Che si troverà però vincolato al suo predecessore dal patto di sistema che verrà sancito in questa “bicamerale”. E sarà ancora un inciucio. Senza sbocco. Ma il prezzo di questo stallo e di questo “nuovo” che avanza e continua a dettar legge puzzando di polvere e di muffa ci costerà (a noi, cittadini) ancora moltissimo.
A destare scandalo è soprattutto la commissione cosidetta “politico-istituzionale”. E fatto salvo il nome di Valerio Onida, costituzionalista di area piddina, sugli altri corre rapido un brivido lungo la schiena. A partire da Luciano Violante, con tutto il suo passato partitocratico alle spalle, simbolo della storia più antica (e non sempre limpida) del Nazareno (ma nel suo caso si potrebbe parlare meglio di Botteghe Oscure). E poi Mario Mauro, uomo di Monti (e di Cl, fino alle ultime elezioni vicinissmo a Roberto Formigoni) che qualcuno voleva a presidente del Senato al posto di Pietro Grasso, di cui non si ricordano negli anni particolari exploit legislativi nel segno del cambiamento.
Ma soprattutto Gaetano Quagliariello, ex vicecapogruppo del Pdl al Senato, uomo delle leggi ad personam di Silvio sulla giustizia, dunque personaggio di stretta osservanza berlusconiana, primo tra i soldati di prima fila del Cavaliere e (anche lui) personalità su cui l’intero centrodestra si sarebbe speso per fargli avere una carica istituzionale. Dopo quello che ha fatto per loro. E per il suo Capo. Ecco, Mauro è l’uomo di un Monti che continuerà a governare l’Italia nonostante i disastri economici e le figuracce cosmiche internazionali (i Marò) e Quagliariello è un portabandiera di Arcore. Davvero non c’era nulla di meglio sul mercato? Davvero è questo la summa della intellighenzia politica che Giorgio Napolitano ha saputo esprimere in un momento tanto drammatico per la democrazia? Cosa potranno mai studiare di nuovo queste cariatidi politiche del sistema? Che avranno mai da tessere e rinnovare elementi che mai sarebbero stati eletti davvero dal popolo se non ci fosse stato il Porcellum? L’unica cosa che possono partorire, a ben guardare, è un inciucio codificato sotto forma di programma da servire freddo sul piatto del prossimo presidente della Repubblica come unica via per avere un nuovo governo. D’inciucio, s’intende, non certo di rinnovamento.
Ma anche l’altra commissione, quella chiamata a studiare le emergenze economiche e sociali del Paese, non è meno inquietante. Si parte da Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, istituto che continua a fotografare lo stato del Paese senza aver mai suggerito una misura utile al suo sviluppo neppure per sbaglio e di Giovanni Pitruzzella, presidente del’autorità garante della concorrenza e del mercato, istituto abbastanza inutile se si considera che in Italia, com’è noto, non c’è una legge sul conflitto d’interessi degna di questo nome, per cui l’operato del Garante è stato fino a oggi abbastanza oscuro. Ma si resta ancora senza parole quando lo sguardo arriva ai nomi di due degli altri membri della commissione; uomini strettamente legati uno a Monti e l’altro alla storia del Pci, ovvero ministro Moavero Milanesi e il senatore Filippo Bubbico. E che anche il terzo, Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca D’Italia, è “cresciuto” dopo l’entrata in scena del governo Monti. Insomma, il “sistema” al potere che viene chiamato a rinnovare se stesso. Un paradosso
Napolitano, proponendo questi nomi, ha certamente deluso le aspettative di chi, soprattutto tra i giovani della politica anche in Parlamento (e non stiamo parlando solo dei grillini) si aspettavano una scossa. Invece, Napolitano oggi è tornato ad essere quel “Morfeo” di grillesca memoria, che trovandosi nell’impossibilità di fare alcunchè per partorire un nuovo governo, ha deciso di “addormentare” il sistema con questa sorta di “bicamerale ghiacciata” composta da chi, come si diceva, è in alcuni casi l’emblema di tutti ciò che gli italiani vorrebbero lasciarsi alle spalle. Insomma, il capolavoro di Napolitano è questo: Monti resta al suo posto (e chissà per quanto tempo) e per il resto è stata mandata letteralmente la palla in tribuna, fermando il gioco. Un’astuzia da antico politico, quale certamente Napolitano è, che ha anche archiviato senza scosse l’era Bersani, facendolo uscire di scena in modo netto, senza appello. Per quanto molto morbido.
Intanto, si è aperta ufficialmente la crisi del Pd, i cui esiti saranno certamente drammatici, ma non è questo certo il punto. Il vero scontro, quello più acceso, si giocherà sulla successione al Qurinale. E il Parlamento si trasformerà in un Vietnam. Insomma, il Capo dello Stato, ancora una volta, ha messo la sordina al cambiamento, fischiando il “tutti negli spogliatoi” e lasciando la patata bollente di riscattare, in qualche modo, il Paese dal torpore all’uomo del Colle che verrà. I supplementari, se ci saranno, li giocheranno (loro, i partiti) tutti con un altro arbitro. Che si troverà però vincolato al suo predecessore dal patto di sistema che verrà sancito in questa “bicamerale”. E sarà ancora un inciucio. Senza sbocco. Ma il prezzo di questo stallo e di questo “nuovo” che avanza e continua a dettar legge puzzando di polvere e di muffa ci costerà (a noi, cittadini) ancora moltissimo.
martedì 26 marzo 2013
martedì 19 marzo 2013
Papa Francesco, i due volti di Bergoglio tra fede e militari
La prima volta che scrissi dell’attuale papa Francesco fu nel 1999, quando assunse l’incarico di arcivescovo di Buenos Aires.
Dissi che “a seconda della fonte che si consulti, è l’uomo più generoso
e intelligente che abbia mai detto messa in Argentina o un
machiavellico fellone che tradì i suoi fratelli spinto da un’insaziabile
ambizione di potere. Forse la spiegazione risiede nel fatto che
Bergoglio riunisce in sé due caratteristiche: è un conservatore estremo
in materia dogmatica e possiede una manifesta inquietudine sociale. In
entrambi gli aspetti somiglia a chi lo designò alla guida della
principale diocesi del Paese, il papa Karol Wojtyla”.
La decisione del collegio cardinalizio è stata adottata con la consapevolezza che pesano su di lui gravi accuse di aver consegnato i suoi sacerdoti alla giunta militare. Già nel Conclave del 2005, aveva ottenuto una buona quantità di voti, nonostante il fatto che un dossier contenente parti della mia indagine su di lui fosse stato collocato in un centinaio di casellari dei cardinali da una qualche fazione che voleva sbarrargli il passo. Quando l’elezione era in una fase di impasse, Bergoglio decise di ritirarsi e di appoggiare Joseph Ratzinger. Nella prima conferenza stampa successiva al Conclave della settimana scorsa, il suo portavoce Federico Lombardi, gesuita come lui, ha convocato i giornalisti per dire loro che le accuse erano calunniose e provenivano da un giornale di sinistra anticlericale. È stata una cattiva giocata dell’inconscio, che il papa non è riuscito a controllare nonostante i suoi studi di psicologia. L’accusa di essere “di sinistra” è la stessa che Bergoglio fece 37 anni fa contro i sacerdoti Orlando Yorio e Francisco Jalics, che a conseguenza di ciò vennero sequestrati e torturati nel campo di concentramento clandestino della Marina argentina. Il papa non apprende né dimentica.
La realtà è che l’accusa a Bergoglio fu scritta da una delle sue vittime, Orlando Yorio, in una lettera inviata al superiore della Compagnia di Gesù nel 1977. E la sua caratterizzazione come il pastore che consegna le sue pecore al lupo la fece nel 1986 un uomo della Chiesa, Emilio Mignone, la cui figlia fu sequestrata insieme a quei sacerdoti ma, mentre loro furono liberati cinque mesi più tardi, la ragazza, una catechista di 22 anni, non è più ricomparsa. Il quotidiano Pagina12, la sinistra anticlericale a cui si riferisce il portavoce vaticano, riprese quel caso nel 1999. Questo accadde quattro anni prima dell’insediamento del presidente Néstor Kirchner, la qual cosa smentisce anche l’idea secondo cui qualunque critica al papa dev’essere attribuita al governo di Cristina Kirchner. Il Vaticano ha anche sottolineato che il sacerdote Francisco Jalics si era riconciliato con Bergoglio. In realtà, Jalics ha detto di essere in pace con Bergoglio e riconciliato con i fatti, che si era lasciato alle spalle. Ma si è rifiutato di giudicare il ruolo del papa in quei fatti. La riconciliazione è un sacramento che consiste nel perdonare il male. Lungi dal negare i fatti, li conferma. Se non fosse esistita l’offesa, Jalics lo avrebbe detto apertamente e non avrebbe avuto niente da perdonargli. Ricordo che esistono prove documentali del doppio gioco di Bergoglio, che trovai nell’archivio del Ministero degli Esteri mentre indagavo per uno dei miei libri. La prima è una lettera che Bergoglio presentò con timbro e firma chiedendo una procedura d’eccezione perché Jalics potesse rinnovare il suo passaporto dalla Germania, dove ancora oggi vive.
La seconda è la nota del funzionario che ricevette la richiesta e che suggerisce di rifiutarla a causa dei precedenti di Jalics, che non menziona. La terza è una breve nota dello stesso funzionario in cui racconta che Jalics e Yorio hanno legami con i guerriglieri e rapporti con le donne, che hanno disobbedito ai loro superiori e turbano la disciplina. E conclude che quelle informazioni gli vennero fornite dallo stesso padre Bergoglio, che come i Borboni reinsediati in Francia, non dimenticò né apprese nulla. Il suo pontificato si è aperto con una serie di gesti, di umiltà e rettitudine, come il suo ordine a Santa Maria Maggiore perché non si faccia più vedere il cardinale statunitense accusato di proteggere i preti pedofili di Boston, Bernard Law. Ma anche in Argentina ci sono preti pedofili, e Bergoglio ha protetto Julio César Grassi, condannato a 15 anni di carcere ma ancora in libertà per le pressioni della Chiesa. Come presidente della Conferenza episcopale, l’attuale papa affidò al giurista Marcelo Sancinetti l’incarico di scrivere un libro che proclama Grassi “innocente” delle imputazioni che gli vennero formulate per “abuso sessuale e corruzione di minorenni”, e nega persino che esista l’abuso sessuale infantile come tale, che equipara con i processi per stregoneria del Medioevo. Forse il problema di Francesco non è con il cardinale Law, ma con la legge che punisce la pedofilia.
La decisione del collegio cardinalizio è stata adottata con la consapevolezza che pesano su di lui gravi accuse di aver consegnato i suoi sacerdoti alla giunta militare. Già nel Conclave del 2005, aveva ottenuto una buona quantità di voti, nonostante il fatto che un dossier contenente parti della mia indagine su di lui fosse stato collocato in un centinaio di casellari dei cardinali da una qualche fazione che voleva sbarrargli il passo. Quando l’elezione era in una fase di impasse, Bergoglio decise di ritirarsi e di appoggiare Joseph Ratzinger. Nella prima conferenza stampa successiva al Conclave della settimana scorsa, il suo portavoce Federico Lombardi, gesuita come lui, ha convocato i giornalisti per dire loro che le accuse erano calunniose e provenivano da un giornale di sinistra anticlericale. È stata una cattiva giocata dell’inconscio, che il papa non è riuscito a controllare nonostante i suoi studi di psicologia. L’accusa di essere “di sinistra” è la stessa che Bergoglio fece 37 anni fa contro i sacerdoti Orlando Yorio e Francisco Jalics, che a conseguenza di ciò vennero sequestrati e torturati nel campo di concentramento clandestino della Marina argentina. Il papa non apprende né dimentica.
La realtà è che l’accusa a Bergoglio fu scritta da una delle sue vittime, Orlando Yorio, in una lettera inviata al superiore della Compagnia di Gesù nel 1977. E la sua caratterizzazione come il pastore che consegna le sue pecore al lupo la fece nel 1986 un uomo della Chiesa, Emilio Mignone, la cui figlia fu sequestrata insieme a quei sacerdoti ma, mentre loro furono liberati cinque mesi più tardi, la ragazza, una catechista di 22 anni, non è più ricomparsa. Il quotidiano Pagina12, la sinistra anticlericale a cui si riferisce il portavoce vaticano, riprese quel caso nel 1999. Questo accadde quattro anni prima dell’insediamento del presidente Néstor Kirchner, la qual cosa smentisce anche l’idea secondo cui qualunque critica al papa dev’essere attribuita al governo di Cristina Kirchner. Il Vaticano ha anche sottolineato che il sacerdote Francisco Jalics si era riconciliato con Bergoglio. In realtà, Jalics ha detto di essere in pace con Bergoglio e riconciliato con i fatti, che si era lasciato alle spalle. Ma si è rifiutato di giudicare il ruolo del papa in quei fatti. La riconciliazione è un sacramento che consiste nel perdonare il male. Lungi dal negare i fatti, li conferma. Se non fosse esistita l’offesa, Jalics lo avrebbe detto apertamente e non avrebbe avuto niente da perdonargli. Ricordo che esistono prove documentali del doppio gioco di Bergoglio, che trovai nell’archivio del Ministero degli Esteri mentre indagavo per uno dei miei libri. La prima è una lettera che Bergoglio presentò con timbro e firma chiedendo una procedura d’eccezione perché Jalics potesse rinnovare il suo passaporto dalla Germania, dove ancora oggi vive.
La seconda è la nota del funzionario che ricevette la richiesta e che suggerisce di rifiutarla a causa dei precedenti di Jalics, che non menziona. La terza è una breve nota dello stesso funzionario in cui racconta che Jalics e Yorio hanno legami con i guerriglieri e rapporti con le donne, che hanno disobbedito ai loro superiori e turbano la disciplina. E conclude che quelle informazioni gli vennero fornite dallo stesso padre Bergoglio, che come i Borboni reinsediati in Francia, non dimenticò né apprese nulla. Il suo pontificato si è aperto con una serie di gesti, di umiltà e rettitudine, come il suo ordine a Santa Maria Maggiore perché non si faccia più vedere il cardinale statunitense accusato di proteggere i preti pedofili di Boston, Bernard Law. Ma anche in Argentina ci sono preti pedofili, e Bergoglio ha protetto Julio César Grassi, condannato a 15 anni di carcere ma ancora in libertà per le pressioni della Chiesa. Come presidente della Conferenza episcopale, l’attuale papa affidò al giurista Marcelo Sancinetti l’incarico di scrivere un libro che proclama Grassi “innocente” delle imputazioni che gli vennero formulate per “abuso sessuale e corruzione di minorenni”, e nega persino che esista l’abuso sessuale infantile come tale, che equipara con i processi per stregoneria del Medioevo. Forse il problema di Francesco non è con il cardinale Law, ma con la legge che punisce la pedofilia.
Cipro vota contro la tassa sui conti. Berlino: “Se è così niente prestito"
Il Parlamento di Nicosia si oppone alla misura proposta dall'Europa. Ma la Germania insiste: senza l'approvazione, niente fondi. All'esterno del Palazzo i manifestanti gridano slogan contro Merkel, proprio come è accaduto in Grecia e Spagna

Cipro uno Germania zero: dibattito fiume nel Parlamento di Nicosia, chiamato ad esprimersi su una misura sui generis, ovvero la proposta europea di tassare i conti correnti nell’isola all’estremo sud del Mediterraneo al fine di prestare dieci miliardi di euro alle banche in apnea. Con all’esterno la protesta della folla di cittadini indignati per un intervento definito “peggio dell’invasione turca del 1974” e con un foltissimo gruppo di giornalisti esteri accorsi oggi nell’isola. Ma da Berlino il ritornello non cambia: senza voto favorevole niente maxi prestito. Infatti il governo tedesco ha messo in guardia Nicosia da ulteriori ritardi e da una possibile bocciatura dell’approvazione delle condizioni utili a ottenere il pacchetto di salvataggio. C’è quindi grande incertezza ora su come si evolverà la situazione all’interno dell’isola. I governi europei non possono rischiare che la crisi finanziaria di Cipro scateni il panico nell’Eurozona, ma è anche chiaro che i Paesi membri non sono disposti ad aumentare il prestito, perché Nicosia non sarebbe in grado di pagare.
Tutti i partiti hanno votato contro la misura di tassare i conti correnti, tranne quello di governo, il Disy. La sessione è stata preceduta da una riunione dei leader di partito con le dimissioni del ministro dell’economia Sarrys, consegnate nelle mani del premier poco prima di partire per Mosca, che pare siano state respinte. Nella capitale discuterà dell’acquisto da parte russa di due banche cipriote per la simbolica cifra di un euro. Tra l’altro un membro dei conservatori, Stella Kyriakides, era assente per il matrimonio di suo figlio in Argentina e non è rientrata per il voto, suscitando le ire del proprio gruppo parlamentare. Anastasiadis ha assicurato, un attimo prima di entrare in aula, che avrebbe rispettato qualsiasi risultato, e parlando alla televisione svedese ha detto che il parlamento avrebbe respinto la proposta in quanto palesemente contraria agli interessi di Cipro. Alla domanda su come gestire la situazione, ha detto che il governo ha in programma un piano B, anche se non ha offerto dettagli in merito. Indiscrezioni parlano di un vero e proprio “rovescio della medaglia” per evitare la debacle come accaduto in Grecia con la troika. In molti giurano che il premio nobel cipriota Christopher Pissarides, dato per futuro ministro dell’Economia, possa essere il regista di una sorta di memorandum più morbido per non danneggiare Cipro da un lato senza innervosire i tedeschi dall’altro. Tuttavia al punto in cui siamo, ragiona un funzionario del ministero a voce alta, questo è considerato come il male minore. Il piano sarà elaborato in queste ore e posto all’attenzione degli euroburocrati.
Nel frattempo una nuova riunione dei leader politici è convocata per mercoledì alle ore 9 presieduta dal grande sconfitto del voto, il neo presidente cipriota filomerkeliano Nikos Anastasiadis. Che, poco prima del voto, ha postato su facebook un appello disperato per giustificare la misura chiesta dall’Ue: “Condivido pienamente i sentimenti spiacevoli causati da una decisione difficile e dolorosa. È per questo che continuo a dare battaglia alle decisioni dell’Eurogruppo. E’ ovvio che l’opzione più indolore per me sarebbe la più dolorosa per il paese e per la gente. Non è facile. Ma io ho fiducia assoluta nella determinazione dei ciprioti per una svolta collettiva e responsabile”. Insomma una soluzione certamente dolorosa, in termini di costo politico, ma utile al paese. Le stesse parole usate nel novembre scorso dal premier greco Samaras, anch’egli conservatore, gradito alla Merkel e al circuito Bildenberg, quando il parlamento di Atene votò sì al terzo memorandum della troika mentre in piazza Syntagma montava la protesta e sotto la pioggia si indignava anche l’anziano compositore Mikis Theodorakis (in questi giorni ricoverato per un’infezione polmonare). Ma all’esterno del parlamento di Nicosia i manifestanti hanno gridato slogan come “Merkel fuori del nostro paese”, “non siamo numeri ma persone”. Le stesse parole delle piazze greche e spagnole.
sabato 16 marzo 2013
Cipro, accordo su piano salvataggio. Deciso prelievo forzoso sui conti dei cittadini
I ministri delle Finanze dell’Eurozona in cambio di un piano di aiuti per circa 10 miliardi di euro al governo di Nicosia hanno deciso un pesante prelievo sui depositi bancari apri al 9,9% su tutti i depositi superiori a 100.000 euro e del 6,75% per quelli inferiori. I ciprioti in fila agli sportelli per prelevare contanti ai bancomat

La prima reazione della gente è stata di incredulità poi di rabbia, sia per le tante promesse “che i risparmi non sarebbero mai stati toccati” fatte sia dal vecchio sia dal nuovo governo, ma anche perché questa è la prima volta che i correntisti bancari di un Paese vengono colpiti direttamente dalle misure di un piano di aiuti europeo. Una tale misura infatti non è mai stata presa nei casi di Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo. Dal prelievo sui depositi bancari – molti dei quali si ritiene appartengano a cittadini russi non residenti – sono attesi introiti per circa 5,8 miliardi di euro. Il prelievo consisterà in un’imposta unica del 9,9% su tutti i depositi superiori a 100.000 euro e del 6,75% per quelli inferiori. Le banche effettueranno i prelievi martedì mattina, dopo la festività religiosa e bancaria del cosiddetto ‘Lunedì pulito’, l’equivalente ortodosso del Mercoledì delle Ceneri.
Anche le banche cooperative, che in genere il sabato sono aperte, hanno deciso di chiudere gli sportelli a causa dell’enorme afflusso di clienti che volevano prelevare il denaro in contanti e chiudere i propri conti. Il governo cipriota ha dato inoltre disposizioni affinché le banche blocchino durante questo fine settimana la possibilità di effettuare trasferimenti di denaro via internet.
Il prelievo sui depositi bancari previsto dal piano di aiuti per Cipro porterà 5,8 miliardi di euro, spiega il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. “La situazione di Cipro è unica” in ragione del suo “settore bancario ipertrofico”, ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, ed è per questo che “abbiamo ritenuto giustificato il tassare i depositi”, ha sostenuto.
Il piano di salvataggio da 10 miliardi di euro concordato con Ue ed Fmi è l’opzione “meno onerosa” per Cipro ha detto la notte scorsa ai giornalisti il ministro delle Finanze cipriota Michael Sarris. “C’era una seria minaccia alla stabilità del nostro sistema bancario e finanziario. Non è un esito piacevole, ma crediamo che sia la meno onerosa, se paragonata con altri possibili esiti”. Secondo il ministro, “molti più soldi avrebbero potuto essere persi in una bancarottadel sistema bancario o del Paese”. Sottolineato che l’accordo permette di evitare “tagli ai salari ed alle pensioni”, Sarris ha infine auspicato che il pacchetto possa “contribuire a segnare un nuovo inizio per Cipro”. Va inoltre osservato che nelle banche cipriote hanno depositi molti cittadini greci, che hanno trasferito lì i loro soldi dalle banche greche nel periodo in cui si temeva il default ad Atene. Dalla Bce precisano che tali disposizioni non si applicheranno alle società controllate ma, secondo il Cipro News Agency (CNA), tra i depositanti dell’isola è già panico. Oggi la vulgata a Cipro da parte di tutta la stampa è: se ci devono prestare dei soldi ma poi li prendono dai nostri conti bancari, che razza di aiuto è?
Il numero uno del Fmi, Christine Lagarde fa sapere che il suo istituto è pronto ad approvare un contributo, ma senza specificare l’ammontare degli aiuti. “Crediamo che la proposta sia sostenibile per l’economia di Cipro. Il Fmi sta considerando la proposta di un contributo al pacchetto di finanziamenti. L’esatto ammontare – aggiunge – non è ancora specificato, ci vorrà del tempo per decidere”.
venerdì 1 marzo 2013
martedì 26 febbraio 2013
Come funziona il One People’s Public Trust (L'articolo e` un po` lungo ma merita)
Questo articolo si preannuncia essere d’importanza storica. Per la prima volta, in lingua italiana, sono spiegati al pubblico, in maniera esauriente, i principi di funzionamento alla base del One People’s Public Trust.
A chi non avesse familiarità con il concetto di trust, nè abbia conoscenza del background storico, politico ed economico dietro questa operazione legale epocale, raccomandiamo la lettura degli articoli linkati a piè di pagina.Vi renderete conto da soli delle enormi implicazioni giuridiche e sociale derivanti dal pignoramento delle corporations mondiali, implicazioni che nel lungo periodo, confluiranno in un nuovo paradigma della condizione umana.
Lòthlaurin
di Andy Whiteley
Alcuni di voi ne hanno già sentito parlare… altri invece no.
Il compimento delle azioni legali intraprese dall’OPPT ha generato molta eccitazione. Ed è giusto così! Il potenziale generato in favore di un cambiamento positivo è enorme!
Prima di discutere le sue implicazioni, vorrei però presentarvi gli antefatti e le premesse alla situazione.
I governi e i media controllati dalle corporations si rifiutano, per ovvie ragioni, di annunciare la loro dismissione. Quindi credo che il nostro ruolo, in quanto consapevoli cittadini del mondo, sia quello di capire cosa è successo e come è successo, in modo da poter informare gli altri ed avviare infine il processo di cambiamento globale che tutti stavamo aspettando.
Come pubblicamente annunciato il 25 dicembre 2012, il dominio del sistema dei Governi Aziendali è stato pignorato (orig. “foreclose“, cioè lett. “impedire il riscatto di un’ipoteca”, n.d.t.). Legalmente pignorato… attraverso il suo stesso meccanismo di funzionamento. I “Poteri-In-Essere” sono ora diventati i “Poteri-Che-Erano”. Tutti i debiti sono stati cancellati e le società corporative – compresi i governi e le banche – sono state pignorate.
Certo, possono continuare a giocare sporco sperando che noi ci facciamo trascinare. Tuttavia, grazie ad una serie di documenti basati sull’UCC (Uniform Commercial Code) depositati dall’OPPT – One People Pubblic’s Trust, ora la scelta è nelle vostre mani. È ormai attiva a tutti gli effetti una nuova struttura di governance sociale, ratificata dalla struttura “legale” del sistema predecessore, controllato dalle corporations.
One People’s Public Trust
Il compimento delle azioni legali intraprese dall’OPPT ha generato molta eccitazione. Ed è giusto così! Il potenziale generato in favore di un cambiamento positivo è enorme! Prima di discutere le sue implicazioni, vorrei però presentarvi gli antefatti e le premesse alla situazione.I governi e i media controllati dalle corporations si rifiutano, per ovvie ragioni, di annunciare la loro dismissione. Quindi credo che il nostro ruolo, in quanto consapevoli cittadini del mondo, sia quello di capire cosa è successo e come è successo, in modo da poter informare gli altri ed avviare infine il processo di cambiamento globale che tutti stavamo aspettando.
Ma prima, riepiloghiamo come stanno le cose
Prima di proseguire, vorrei fare alcune premesse.1. I governi sono (erano) corporations. Il fenomeno dei Governi Aziendali è dimostrato non solo dal modo in cui i governi si comportano relativamente al Trust governativo (rivestendo cioè il ruolo di Beneficiario e non quello di Fiduciario), ma risulta anche dalla documentazione ufficiale! Gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, il Regno Unito, la Francia, l’Italia, il Brasile, il Giappone, il Sud Africa (e l’elenco potrebbe continuare…) sono tutte società di private che gravitano alle dipendenze degli Stati Uniti, registrate come tali presso la SEC - Security & Exchanges Commission americana e operanti, in quanto tali, a nostre spese.[1] “Il sistema” è di natura oligarchica, essendo orientato al solo profitto di “pochi” e sostenuto dal lavoro del resto della popolazione.
2. Le persone sono (erano) corporations. Al momento della registrazione all’anagrafe, il certificato di nascita firmato dai vostri genitori viene utilizzato dal Governo Aziendale (o Governo Corporativo, orig. “Corporate Government”, n.d.t.) per avviare un trust a vostro nome. Questo trust è utilizzato come collaterale per un conto di garanzia che viene creato e finanziato a vostro nome. Siete voi i beneficiari di questo trust… ma nessuno vi dice che esiste. Se non sottoscrivete un testamento entre il compimento del 7° anno di età, il Governo Corporativo vi dichiara defunti e, in base al Diritto Marittimo (orig. “Admiralty Law”, n.d.t.) siete ufficialmente considerati dal sistema come “dispersi in mare”. Dico davvero.
Il Governo Aziendale assume quindi il controllo finanziario della vostra eredità patrimoniale e, consapevole del fatto che la maggior parte di voi vive oltre i 7 anni, continua a trattarvi come schiavi. I fondi generati dalla monetizzazione della vostra vita – usando voi stessi a garanzia – vi vengono prestati quando domandate finanziamenti bancari, mutui, ecc. Siete poi costretti a lavorare per ripagare al sistema i fondi più gli interessi. Legalmente, non avete alcun diritto perché siete considerati “deceduti” dall’età di 7 anni. Avete perso. Cliccate qui per info sul vostro rapporto con il trust governativo →.
3. I mass media sono lo strumento utilizzato dai Governi Aziendali per fare propaganda direttamente a casa vostra. I media sono usati per manipolare la percezione pubblica delle azioni e delle omissioni dei governi, per rafforzare norme sociali, limiti e comportamenti, e per vendervi ogni sorta di robaccia mediante la creazione di un bisogno e la fornitura di un prodotto che lo soddisfi. La cosa non è limitatata soltanto ai media: la psicologia del vecchio paradigma è rafforzata anche dalle istituzioni educative e religiose. Società, governi e media dicono tutti le stesse bugie. Fanno tutti parte della stessa bestia.
4. Di conseguenza, la struttura economica mondiale è (era) un meccanismo per la schiavizzazione di massa. La schiavitù è un sistema in cui le persone sono trattate come proprietà e costrette a lavorare. Dal momento della loro cattura, acquisto o nascita, gli schiavi sono trattenuti contro la loro volontà e privati del diritto di andarsene o rifiutarsi di lavorare.
Vi suona familiare?
Siete nati in un sistema senza che vi sia mai stato detto come funzioni. Siete stati cresciuti ed educati a contribuire al sistema. Siete costretti a lavorare molte ore al giorno per il sistema e a pagare le tasse al sistema. È necessario che ne rispettiate le regole – la maggior parte delle quali si riferiscono a beni e proprietà – o sarete puniti. Per la sua natura, il sistema fornirà abbondanza solo a pochi eletti, mentre gli altri soffriranno la fame. Anche se tutto questo non dovesse piacervi, non potete uscire dal sistema. Il sistema “possiede” tutto, tutti e dappertutto.
Fino ad ora, avete avuto una sola opzione: giocare. È come vivere in un casinò senza uscita, in cui il banco vince sempre.
Quando sono stati privatizzati i nostri governi?
Tutto iniziò con l’introduzione del Federal Reserve System. In occasione della promulgazione del Federal Reserve Act, durante la sessione del 22 dicembre 1913 (vol. 51), l’oratore Charles A. Lindbergh avvertì il Congresso degli Stati Uniti delle inevitabili conseguenze dell’istituzione del sistema Federal Reserve, che avrebbe potuto prendere il controllo della società manipolando il tasso d’inflazione e il costo del denaro.Queste furono le parole di Lindbergh: “D’ora in poi, le crisi economiche saranno scientificamente create”.
E così fu. Nel 1929, i Poteri-Che-Erano fecero crollare deliberatamente il mercato azionario. Come? Le fluttuazioni del mercato azionario sono guidate dalle emozioni.[2] Prima del crollo del 1929, fu generato un periodo d’inflazione, suscitando artificiosamente l’eccitazione del mercato. Coloro che detenevano il controllo del mercato, dopo aver ceduto le loro partecipazioni azionarie a prezzi elevati, generarono il panico sui mercati. Una volta crollati i prezzi, riacquistarono le loro partecipazioni a prezzi stracciati, eliminando la concorrenza in difficoltà.
In breve, la Grande Depressione fu generata artificialmente in modo che le grandi aziende che controllavano il mercato azionario potessero trarne profitti, prestando ai governi il denaro necessario per riaversi dalle conseguenze del collasso pianificato. Le nazioni sovrane furono costrette a firmare accordi sul debito che, per loro natura, sarebbero stati impossibili da solvere. Quando i debiti nazionali cominciarono ad impennarsi, venne formalizzato il paradigma della “schiavitù da debito” e le corporation presero definitivamente il controllo.
Oggi, i Governi Aziendali continuano a mascherarsi da governi effettivi. Il sistema bancario della Federal Reserve (che domina l’economia occidentale) continua ad alternare strategicamente periodi di espansione economica a periodi di recessione, aumentando o diminuendo l’offerta di moneta e l’accesso al credito. L’attuale crisi finanziaria globale ne è un perfetto esempio. In tutto questo, anche i mass-media affiliati svolgono la loro parte, influenzando le tendenze emozionali del mercato azionario e coprendo le menzogne della classe politica.
Tuttavia, la complessa campagna intrapresa dall’OPPT ha costretto il sistema corporativo al pignoramento. Tutte le aziende, inclusi i governi e i sistemi bancari, sono stati destituiti grazie all’uso dei loro stessi meccanismi di regolamentazione commerciale. Legalmente parlando, è il caso di dire: “Via i vecchi trust e avanti e con i nuovi!”.
[2] Per una espposizione dettagliata degli eventi storici relativi, vedi post “Wilcock: la TV russa smaschera la tirannia finanziaria“, linkato a piè di pagina – n.d.H.
E così, siamo giunti finalmente a rovesciare i governi?
No. È il rovesciamento delle corporations che si sono finora mascherate da governi. Se capite che “i governi” sono in realtà società private che hanno sovrascritto di nascosto le costituzioni delle nazioni sovrane, la loro dismissione non può che essere vista come un atto dovuto.La frode del governo è reale. Finalmente, a causa dell’incapacità di controbattere alle rivendicazioni stilate secondo il codice UCC, l’intero complesso aziendale governativo si trova ad essere colpevole di frode, tradimento e messa in schiavitù. Secondo il Diritto Internazionale, l’OPPT ha il diritto di chiedere giustizia per questi reati, in nome e per conto del Popolo Uno (nel senso di “unitario e dotato di coesione interna”, orig. “One People”, trad. anche come “l’Unico Popolo”, n.d.t.). Così, ha scelto di pignorare e dismettere le corporations, le banche e i governi responsabili, di confiscarne infrastrutture ed assets – fra cui tutto l’oro e l’argento di proprietà del sistema bancario – e di riconsegnarli in mano al Popolo Uno.
Non pensate a quest’azione come ad una sovversione, pensatela piuttosto come il recupero di beni rubati. Le azioni del One People’s Pubblic Trust reclamano essenzialmente ciò che è già nostro, in veste di esseri sovrani di questo pianeta. La Legge Universale, la Common Law e l’UCC sono ora le leggi reggenti giuridicamente il pianeta.
Descriverò successivamente in dettaglio i meccanismi implementati dall’OPPT per sostituire le necessarie funzioni di governo.
UCC: la Bibbia di commercio
L’UCC è la “Bibbia” del commercio, poichè disciplina esattamente il modo in cui il commercio internazionale va attuato. Infatti, l’intero sistema commerciale mondiale ruota oggi intorno alle leggi UCC. Perfino la banca utilizza i processi legali disciplinati dall’UCC per ipotecarvi la casa o espropriarvi l’automobile.Le leggi UCC non sono tuttavia insegnate nelle facoltà di giurisprudenza. Restano un esclusivo monopolio delle multinazionali e dei loro agenti, che formano gli impiegati dei loro uffici legali aziendali quel tanto che basta per sbrigare le pratiche, mantenendo stretto riserbo sulla conoscenza approfondita di questo importante meccanismo. Cio nonostante, è accaduto che uno degli Amministratori Fiduciari (orig. “Trustees”, n.d.t.) dell’OPPT, dopo essere stato professionalmente coinvolto nel sistema di diritto UCC, ha potuto comprendere a fondo come i Poteri-Che-Erano hanno fatto leva sull’UCC per controllare il sistema finanziario degli Stati Uniti a livello molto alto.
Heather Ann Tucci-Jarraf, punta di diamante dell’OPPT e madre di tutti gli esperti UCC, ha sfruttato l’ipoteca sulla sua casa come un banco di prova. Ne ha contestato l’espropriazione attraverso le procedure di diritto UCC, e così facendo ha scoperto, in modo molto semplice, come il sistema giudiziario degli Stati Uniti sostenga da sempre il sistema corporativo-aziendale.
Ciò non sorprende davvero, dato che il 99% delle nostre leggi disciplina la proprietà o il commercio.
Dopo una serie di valutazioni estremamente prudenti, l’OPPT ha concluso che le corporations operanti sotto l’egida di governi e sistemi finanziari apparentemente “pubblici” sono responsabili di alto tradimento verso i cittadini di questo pianeta, senza che essi ne siano a conoscenza, nè abbiano mai espresso in tal senso volontà o consenso intenzionale. Clicca qui per leggere la relazione finale dell’indagine →.
Quindi, con lo scopo di pignorare l’intero sistema, gli amministratori fiduciari dell’OPPT hanno predisposto una trappola, usando gli stessi strumenti giuridici forniti dal sistema, contro il sistema stesso.
Come ha fatto l’OPPT ad ottenere il pignoramento?
L’OPPT è gestito dagli Amministratori Fiduciari (o “Trustees”) Caleb Skinner, Hollis Randall Hillner e Heather Ann Tucci-Jarraf. L’OPPT è stato creato nel momento in cui gli amministatori hanno vincolato loro stessi, e di conseguenza riesumato, il trust risultante dall’originale Costituzione degli Stati Uniti del 1776, costituzione che è stata abbandonata nel 1933, quando il governo degli Stati Uniti fu trasformato in una corporation.L’OPPT ha poi vincolato a questo trust ogni individuo del pianeta, in qualità di equamente beneficiario, indicandolo come “il Popolo Uno, creato dal Creatore”. Così facendo, gli Amministratori Fiduciari hanno generato un trust di lignaggio superiore a qualsiasi altro, essendo questo un trust fra il Creatore e le sovranità individuali della Terra. Questi “stati” individuali sovrani sono i beneficiari del Creatore e custodi delle sue manifestazioni sulla Terra. Legalmente parlando, non può esserci alcuna pretesa superiore a quella del One People’s Pubblic Trust… eccezion fatta per quella reclamata dal Creatore stesso.
Le risorse del nostro pianeta, indicate nei documenti UCC depositati come “la totalità dell’oro e dell’argento mondiali”, non possono quindi più essere soggetti a proprietà, nè venduti a qualsiasi prezzo, nè centellinati in quantità minime salariali per schiavizzarci, nè nascosti per creare povertà o miseria. Sotto il One People’s Public Trust, tutti abbiamo uguali diritti patrimoniali. Le risorse del nostro pianeta appartengono ora a ciascuno di noi in egual misura, per diritto di nascita. Ora è legge.
Tra il 2011 e il 2012, i Trustees hanno depositato una complessa serie di documenti UCC per conto dei suo Beneficiari. I dettagli completi dei documenti depositati dall’OPPT secondo il diritto commerciale UCC si possono trovare sul sito web http://peoplestrust1776.org. Fate attenzione: questi documenti sono assai impegnativi da leggere, perchè stesi per garantire la certezza del diritto e della diffusione legale, non per comunicare al pubblico le azioni dell’OPPT o le loro conseguenze. Tuttavia, gli Amministratori stanno collaborando direttamente con la comunità dei “media alternativi” mondiali in modo da assicurarsi che tutti possano ricevere informazioni accurate, chiare e pertinenti.
Cerchiamo di riassumere questi documenti:
Specificando che le corporations, i governi e le banche sono la stessa cosa, è stato depositato un “Ordine di Ricerca e Azione” (orig. “Order of Finding and Action”, n.d.t.) contro il “Debitore”, denominazione della persona giuridica – creata attraverso le procedure dell’UCC – che comprende e racchiude in sè tutte le entità aziendali del mondo. I documenti depositati affermano che il Debitore abbia “consapevolmente, volontariamente e intenzionalmente commesso tradimento” mediante “possesso, manipolazione, favoreggiamento e connivenza con i sistemi monetari privati”, e abbia posto in essere una “schiavizzazione sistematica dei cittadini, senza il loro consenso consapevole, volontario ed intenzionale”.
I documenti UCC depositati sono pubblicamente registrati e seguono le normali procedure amministrative. A fronte di una contestazione, al Debitore è concesso il diritto di replica. Se questa non perviene entro i previsti termini di scadenza, è avviata di default un’azione legale seguita dall’estinzione dell’entità giuridica, in questo caso, dovuta al fatto di non essere riuscita a confutare le accuse di tradimento da parte del Popolo Uno.
La cosa importante da capire è che ogni documento UCC, dal momento in cui viene depositato, assurge a legge se rimane inconfutato. E in questo caso, gli Amministratori dell’OPPT assicurano di aver creato una situazione giuridica in cui gli individui e le entità che formano il Debitore non hanno avuto la capacità di replicare. E come avrebbero potuto? Gli addebiti per messa in schiavitù e per frode sono reali.
- Naturalmente, nessuna risposta è stato ricevuta.
- Il Debitore è quindi colpevole di tradimento.
- Come contropartita, le corporations sono pignorate e i loro assets rivendicati.
- La ricchezza del nostro pianeta viene restituita al Popolo Uno.
- Tutti i debiti corporativi sono cancellati.
- “Il sistema” è terminato.
- Ciò si evince dalla pubblica documentazione archiviata.
- Il depositi UCC si pongono ora come norme di Diritto Internazionale.
- Detto con la terminologia propria del sistema, “il sistema” non esiste più.
- Siamo liberi!
Tutto questo cosa significa?
Legalmente, nessuno può agire in veste di autorità superiore nel rapporti tra voi e il Creatore. Avendo rimosso i meccanismi di controllo dell’economia e dei governi, il One People’s Public Trust lascia le persone sotto la loro piena ed autonoma responsabilità, quella di essere personalmente responsabili per sé e di garantire il libero arbitrio e i diritti degli altri. Non c’è più una catena strutturata di comando. Non ci sono regole. Nessuna corporation dietro cui nascondersi. Voi siete – come il Creatore intese in origine – un Essere custode del vostro pianeta e dei suoi abitanti.Si tratta di un massivo cambiamento di paradigma, che richiederà indubbiamente del tempo per trovare piena realizzazione.
Sono state abolite le barriere sistemiche che hanno inibito il nostro libero arbitrio e le nostre scelte, il che pone nuove sfide al modo in cui vediamo noi stessi e compiamo le scelte importanti nella nostra vita. Da oggi viviamo – almeno sulla carta – in un sistema di auto-responsabilità. I depositi registrati dell’OPPT hanno validato tutto ciò a tempo indeterminato, in modo che il vostro libero arbitrio non possa più esservi tolto senza il vostro consenso consapevole.
Finora, la nostra esistenza all’interno del precedente sistema di schiavitù si è rivelata una lotta costante, una lotta per conciliare gli impegni lavorativi e familiari, una lotta per sbarcare il lunario e potersi permettere un posto in cui vivere, un luogo dove poter esistere.
In un mondo di abbondanza progettato specificamente dal Creatore per provvedere alle nostre necessità, questa lotta non era però uno stato naturale dell’essere. Piuttosto è stata il risultato di una guerra psicologica giocata contro di noi. E ha funzionato! Ha mantenuto noi esseri umani sotto controllo, ci ha costretti a lavorare da bravi piccoli schiavi, garantendo la distribuzione dei profitti ai pochi privilegiati al potere.
Ma oggi, usando le sua stessa definizione, “il sistema” non esiste più.
Molti di noi hanno visto “il sistema” per quello che era. Molti non lo hanno fatto. Molti non hanno creduto che il “sistema” non fosse davvero un sistema. Molti se ne renderanno presto conto.
Indipendentemente da ciò, non appena la scomparsa del vecchio paradigma si radicherà e si manifesterà nelle nostre società, dovrà essere accompagnato da un cambiamento psicologico in tutti noi. Potrà sembrare esagerato, ma noi esseri umani abbiamo già affrontato diversi precedenti cambi di paradigma: considerate soltanto il cambiamento psicologico interiore richiesto alla razza degli schiavi afro-americani quando fu abolito il sistema di servitù non-volontaria… e quello del popolo tedesco quando crollò il muro di Berlino nel 1989… quello dei cittadini della ex Unione Sovietica, all’atto del sua dissoluzione nel 1991… quello del popolo egiziano, che ha fatto cadere la dittatura nel 2011… quello del popolo islandese, che nel 2012 ha imprigionato banchieri e politici corrotti e riscritto la propria costituzione…
Questo tipo di rivoluzione psicologica non è nuovo. Ma pone di fornte molte sfide a livello personale.
Questo è il momento di essere coraggiosi, e di essere coraggiosamente VOI stessi. In assenza di una struttura di controllo, ognuno di noi deve farsi carico del proprio destino e del destino del nostro pianeta. Dobbiamo imparare, ancora una volta, a compiere scelte per noi stessi e iniziare a creare il mondo nel quale vogliamo vivere.
Proprio come dei neo-genitori, dobbiamo accettare che la vita non sarà più la stessa e, in assenza di un “libro di regole” ci sintonizzeremo con i nostri istinti ed imparareremo a cooperare in modo nuovo… insieme.
Perchè i cambiamenti non si vedono ancora?
Siate pazienti. In primo luogo, abbiamo bisogno di identificare come le azioni dell’OPPT abbiano cambiato il panorama legale, e il modo in cui ciò si ripercuote su di noi.Il vecchio sistema corporativo scenderà in campo a combattere? Ovviamente, si! I governi controllati dalle corporations fingeranno che non sia cambiato nulla. Se voi continuerete ad accettare il loro sistema di schiavitù del debito, sono sicuro che i “Poteri-Che-Erano” saranno lieti di accontentarvi!
Ma non fatevi ingannare: sanno quanto è successo. Sanno che sono stati pignorati. Sanno che il gioco è finito. Ora è scritto nel Diritto Internazionale.
Abbiamo la libertà di non cooperare pacificamente con il vecchio sistema. È venuto il tempo per esercitare questa libertà.
Se vi sembra strano che i governi “visibili” siano ancora mascherati come tali, tenete presente che i governi “visibili” sono burattini aziendali che non hanno mai dettato legge veramente. A questo punto, gli ex proprietari vorrebbero farci credere che tutto proceda come prima. Finora, hanno sempre fatto affidamento sulla segretezza, e continueranno a fingere fino alla fine. Questo è il loro solo modo.
In una recente intervista a Freedom Radio, Heather Ann Tucci-Jarraf, trustee dell’OPPT, ha rilasciato la seguente dichiarazione che riassume il suo piano per risolvere il problema:
“A coloro che si domandano quale sia la risposta dell’OPPT alle azioni o alle omissioni delle persone ‘in vista’, dico che sono venuta invece per i burattinai, per i pesci grossi che si nascondono dietro al velo dell’anonimato… e loro lo sanno. Con assoluto amore e pace, con assoluta gratitudine e grazia… Heather.”
Come gestire le azioni del sistema contro di voi
Con la dissoluzione del sistema debito/schiavitù, ogni debito fittizio che presumevate di avere verso il sistema è stato sciolto. Pensateci per un minuto!Per facilitarvi la transizione fuori dal vecchio sistema, è necessario che comprendiate quali rimedi immediati sia possibile applicare alle azioni in corso che il vecchio sistema ha intrapreso contro di voi.
In due recenti articoli su wakeup-world.com, abbiamo discusso un metodo pre-OPPT per riaffermare la propria autorità al di sopra del meccanismo di governo corporativo (vedi parte 1 e parte 2). Questo metodo è radicato nella consapevolezza che 1) i precedenti governi erano corporations, e che 2) spetta a coloro che rivendicano l’autorità di governare l’onere di dimostrarne la legittimità.
Potete vedere uno studio sull’applicazione di questo metodo su un caso di vita reale nel documentario di Scott Bartle “What the FUQ? Frequently Unanswered Questions of the Australian Government”.
Semplificando, il punto nodale di questa sfida è stato:
In questa situazione, una volta che l’ente che agisce per conto del Governo Aziendale non riesca a dimostrare la sua legittimità, il controllo di tale interazione potrebbe essere assunto da voi, introducendo i termini e le condizioni in base alle quali qualsiasi interazione tra voi e l’entità giuridica coinvolta possa continuare.[3]
“Avete una rivendicazione da fare su di me e io sono felice di onorare la vostra richiesta… però prima vorrei sapere se sto trattando con le persone giuste. Dimostratemi che voi rappresentate il vero governo di questo paese, così come costituitosi alla creazione di questa nazione.”
Nel mondo post-OPPT, la procedura per contestare la presunta autorità degli agenti corporativi (compresi compresi coloro che dichiarano di rappresentare il governo) è essenzialmente questa:
Considerato che non rappresenta più una persona giuridica, si dovrebbe notificare all’agente – in quanto persona individuale – un Avviso di Cortesia (orig. “Courtesy Notice”, n.d.t.) che include i termini e le condizioni in base a cui si accettano tutte le interazioni future. Oltre ad informarli, questa notifica dà loro la possibilità di ritirare la richiesta illegale formulata contro di voi. Se l’agente avvia ulteriori contatti con voi, va ad innescare un contratto personale fra le parti, disciplinato e vincolato dall’accettazione dei termini e delle condizioni da voi fornite.
“Sarei felice di soddisfare la vostra richiesta… però nel sistema giurisprudenziale UCC c’è un deposito tuttora incontestato che pignora l’entità che voi sostenete di rappresentare. Al momento presente, state agendo pertanto in virtù della vostra sola responsabilità personale. Vi prego dunque di cessare la prosecuzione delle vostre rivendicazioni su di me. Se decideste di proseguire con le vostre rivendicazioni, tutte le future interazioni fra le parti in causa saranno sottoposte alle seguenti condizioni… “
Se un secondo agente della stessa ex corporation vi contatta per la medesima questione, ripetete la procedura anche con esso. Ricordate: le aziende non esistono più, avete a che fare soltanto con altri individui.
Sul sito www.oppt-in.com/documents sono disponibili linee guida dettagliate per la creazione del vostro Avviso di Cortesia comprensivo di Termini & Condizioni. Il vostro potere è pronto per essere esercitato.
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La consapevolezza pubblica del nuovo paradigma necessiterà di tempo per manifestarsi nella nostra società. Fin quando le implicazioni del One People’s Public Trust non saranno diffusamente conosciute e adottate dalla comunità, vi preghiamo di essere rispettosi verso chi non ne è ancora a conoscenza. Alla fine, man mano che gli individui si risveglieranno al nuovo paradigma, cesseranno semplicemente di operare per conto delle ex corporations. Ma se, nel frattempo, vi accorgete che a qualcuno farebbe comodo disporre di un Avviso di Cortesia, onorate la vostra posizione di conoscenza e cogliete l’occasione per informarlo rispettosamente. Anche gli agenti di ex corporations, ex banche ed ex governi sono proprio come voi e me: sono stati schiavi dello stesso sistema. Solo che loro non conoscono ancora la verità, tutto qua.
Nel caso di questioni legali, non è raccomandabile consegnare un Avviso di Cortesia comprensivo di Termini & Condizioni ad un (ex) agente di polizia che vi ferma per strada. Anche in questo caso, vanno considerati proprio come il resto di noi… e realisticamente sarebbero ancora più suscettibili di arrestarvi e incriminarvi se vi rapportaste a loro in quel modo brusco. Fino a quando l’opinione pubblica non raggiungerà il punto di saturazione, vi consiglio di assecondare da subito le cariche ufficiali e consegnare il vostro Avviso di Cortesia solo in un secondo momento, via fax, e-mail, lettera raccomandata, o anche a mano.
Se la cosa dovesse finire in tribunale, informate il Magistrato, il Giudice (o chi per esso) nello stesso modo su indicato, prima della data stabilita per l’udienza. Non vi consiglio di mettere il Giudice in difficoltà fornendogli Termini & Condizioni in tribunale. Se sarete rispettosi e permetterete loro di leggersi preventivamente in privato l’Avviso di Cortesia prima di ascoltarlo da voi, otterrete sicuramente un miglior risultato per tutti gli Esseri coinvolti in questa interazione.
Ricordate: la procedura di emissione degli Annunci di Cortesia è soltanto un buon esercizio di apprendimento a beneficio di coloro a cui vengono notificati, in quanto rimedio ad una data situazione. Sarà comunque la cooperazione tra gli individui la chiave per manifestare il nuovo paradigma nella nostra società. In assenza di qualsiasi copertura mediatica ufficiale su questo argomento, la diffusione pubblica del One People Public Trust potrà avvenire soltanto attraverso la condivisione rispettosa delle informazioni all’interno delle nostre comunità e network.
Dopo tutto, siamo noi il “Popolo Uno, creato dal Creatore”.
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